Contratto, USAMi pubblica le stime: aumento netto medio di 68,49 euro
L’organizzazione sindacale ha analizzato aumenti e arretrati previsti dall’accordo per il personale militare contrattualizzato.
USAMi Aeronautica ha diffuso un’analisi degli effetti economici del contratto 2025-2027 per il personale delle Forze Armate, mettendo a confronto gli incrementi lordi con gli importi netti stimati dopo l’applicazione delle ritenute fiscali e previdenziali.
Secondo i calcoli dell’organizzazione, effettuati su 39 posizioni stipendiali, l’aumento netto medio mensile a regime sarebbe pari a 68,49 euro.
Aumenti mensili inferiori a 100 euro netti
L’analisi di USAMi indica che nessuna delle posizioni stipendiali considerate raggiungerebbe un incremento di 100 euro netti al mese. Gli aumenti stimati partirebbero da un minimo di 54,18 euro e arriverebbero a un massimo di 88,86 euro.
Tra alcuni dei profili rappresentativi riportati figurano 64,47 euro per un Sottotenente, 72,30 euro per un Sergente, 74,75 euro per un Capitano, 82,44 euro per un Primo Maresciallo con otto anni nel grado e 88,78 euro per un Primo Luogotenente con funzione maggiorata.
| Voce economica | Importo medio |
|---|---|
| Arretrati lordi medi relativi al 2025 | € 532,75 |
| Arretrati lordi medi relativi al 2026 | € 1.166,51 |
| Arretrati lordi medi complessivi | € 1.699,26 |
| Arretrati netti complessivi stimati | € 1.069,72 |
| Aumento lordo medio mensile a regime | € 156,44 |
| Aumento netto medio mensile a regime | € 68,49 |
La stima sugli arretrati
Ipotizzando il pagamento degli arretrati relativi al 2025 e al 2026 nei primi mesi del 2027, con l’applicazione della tassazione separata, USAMi stima un importo lordo medio complessivo di 1.699,26 euro.
Il valore netto medio stimato sui due anni scenderebbe invece a 1.069,72 euro. Anche in questo caso l’importo individuale dipenderà dalla situazione fiscale del singolo interessato.
Il confronto con l’inflazione
Nel documento, USAMi confronta gli incrementi contrattuali con l’inflazione registrata nel periodo 2022-2025 e con una proiezione relativa al biennio 2026-2027.
Sulla base di questa elaborazione, l’organizzazione stima una perdita del potere d’acquisto degli stipendi compresa tra il 25% e il 30%.
Si tratta di una valutazione formulata dal sindacato sulla base del confronto tra l’andamento dei prezzi e gli aumenti riconosciuti nei diversi rinnovi contrattuali.
Le critiche all’accordo
Alla luce dei risultati dell’analisi, USAMi conferma la propria valutazione negativa sull’intesa. L’organizzazione contesta in particolare l’entità delle risorse stanziate, la rapidità con cui si è concluso il confronto e le decisioni assunte in materia di Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali.
Tra le questioni richiamate figurano anche il mancato trasferimento nel FESI delle risorse destinate ai compensi forfettari d’impiego e l’assenza, secondo il sindacato, di misure sufficienti per recuperare la perdita di potere d’acquisto subita dal personale.
La divisione tra le organizzazioni sindacali
Nel comparto Difesa, 9 organizzazioni sindacali su 14 non hanno sottoscritto il contratto, mentre le altre 5 hanno espresso parere favorevole. USAMi sostiene inoltre che le risorse disponibili risulterebbero inferiori di circa 100 milioni di euro rispetto alla precedente tornata contrattuale.
L’organizzazione ha quindi motivato la propria mancata firma sostenendo che gli incrementi previsti non siano sufficienti a migliorare concretamente le condizioni economiche del personale e delle relative famiglie.








