IN SINTESI
La situazione aggiornata della polizza sanitaria
La vicenda della polizza sanitaria integrativa del personale militare entra in una nuova fase. Lo Stato Maggiore della Difesa - Ufficio Relazioni Sindacali - ha convocato per il 9 settembre 2026 le organizzazioni sindacali militari rappresentative delle Forze Armate e dell'Arma dei Carabinieri per un confronto dedicato alla situazione della copertura sanitaria.
Tra le organizzazioni intervenute sulla questione c'è anche USAMi Aeronautica, che ha annunciato la propria partecipazione al tavolo chiedendo risposte concrete sulla continuità della tutela e, soprattutto, una soluzione stabile per il futuro.
Il confronto arriva in un momento particolarmente delicato. L'attuale copertura sanitaria arriva al 30 settembre 2026 e le difficoltà incontrate nel percorso verso il nuovo affidamento hanno fatto emergere il rischio che dal 1° ottobre possa verificarsi una temporanea interruzione del servizio.
Perché il 9 settembre diventa una data importante
Fino a pochi giorni fa l'attenzione era concentrata soprattutto sulle difficoltà delle procedure per individuare il nuovo soggetto incaricato dell'assistenza sanitaria integrativa.
La convocazione del 9 settembre introduce ora un passaggio ulteriore: la situazione sarà oggetto di un confronto diretto tra lo Stato Maggiore della Difesa e le organizzazioni sindacali militari rappresentative.
L'obiettivo sarà capire quale percorso l'Amministrazione intenda seguire e quali strumenti possano essere utilizzati per evitare che la scadenza del 30 settembre produca conseguenze sul personale.
Al momento è più corretto parlare di rischio di interruzione della continuità dal 1° ottobre e non di una cancellazione della polizza già definitivamente stabilita.
Proprio il confronto convocato per il 9 settembre potrà fornire nuovi elementi sulle soluzioni che l'Amministrazione sta valutando.
Anche USAMi Aeronautica interviene sulla polizza sanitaria
Sulla questione è intervenuta anche USAMi Aeronautica, che considera la tutela sanitaria del personale un tema direttamente collegato alle particolari condizioni d'impiego e alla specificità del comparto militare.
Per l'organizzazione sindacale non è più sufficiente affrontare l'assistenza sanitaria integrativa attraverso proroghe o soluzioni emergenziali.
USAMi chiede un modello stabile, capace di assicurare continuità delle prestazioni e certezza della copertura, sostenendo che il welfare sanitario debba essere considerato parte della tutela e della valorizzazione del personale militare.
L'organizzazione porterà quindi al tavolo del 9 settembre le proprie richieste e le esigenze segnalate dal personale.
La tutela sanitaria e la specificità del personale militare
Nel proprio intervento USAMi pone l'accento anche sulle caratteristiche particolari dell'impiego militare: requisiti psicofisici, attività operative, esposizione a specifici fattori di rischio e possibili conseguenze professionali in caso di perdita dell'idoneità.
Secondo il sindacato, l'assistenza sanitaria integrativa non dovrebbe quindi essere considerata un beneficio accessorio, ma uno strumento di welfare collegato alla tutela del personale e delle professionalità costruite dall'Amministrazione attraverso anni di formazione e specializzazione.
USAMi richiama inoltre la necessità di destinare risorse adeguate al welfare del personale, proprio per evitare che le difficoltà economiche o amministrative del sistema finiscano per incidere direttamente sulle donne e sugli uomini della Difesa.
Il problema era già emerso nei mesi scorsi
La necessità di assicurare continuità all'assistenza sanitaria integrativa non nasce in queste settimane.
Gli atti della Difesa mostrano che, dopo l'indisponibilità del precedente affidatario a proseguire il servizio alle medesime condizioni, lo Stato Maggiore della Difesa aveva dato mandato di avviare una nuova procedura di gara e, contemporaneamente, di utilizzare gli strumenti disponibili per salvaguardare la continuità del servizio.
È proprio in questo quadro che si inserisce il periodo di proroga che ha consentito di mantenere la copertura mentre veniva cercata una nuova soluzione.
Le procedure e l'allarme lanciato da ASPMI
Ad agosto ASPMI aveva reso noto che le prime procedure avviate per arrivare al nuovo affidamento non avevano consentito di raggiungere il risultato atteso.
L'organizzazione aveva quindi posto l'attenzione sul rischio che, in assenza di una soluzione entro il termine dell'attuale copertura, il personale potesse trovarsi temporaneamente senza il sistema di assistenza sanitaria integrativa disponibile fino ad oggi.
Tra le questioni sollevate vi era anche quella delle risorse economiche necessarie per ottenere sul mercato una copertura adeguata.
Il possibile effetto sulle spese sanitarie
Una eventuale fase di interruzione potrebbe avere conseguenze pratiche soprattutto per chi deve sostenere visite specialistiche, accertamenti diagnostici, terapie o altre prestazioni rientranti nel sistema di assistenza integrativa.
In assenza della copertura diretta, il personale potrebbe essere chiamato ad anticipare personalmente alcune spese. Rimarrebbe poi da chiarire l'eventuale possibilità di recuperarle successivamente e con quali modalità.
Non risultano al momento definite modalità generali e certe per eventuali rimborsi retroattivi delle spese sostenute durante una possibile fase di scopertura.
Saranno quindi particolarmente importanti le indicazioni che arriveranno dall'Amministrazione.
Come si è arrivati a questo punto
Ora il nodo è trovare una soluzione stabile
Il problema quindi non riguarda soltanto ciò che accadrà il 1° ottobre. Le organizzazioni sindacali stanno ponendo anche una questione di prospettiva: evitare che un servizio destinato alla tutela sanitaria del personale debba essere periodicamente gestito attraverso situazioni di emergenza.
È questo uno dei punti sui quali insiste in particolare USAMi Aeronautica, che chiede alla Difesa un sistema strutturale, con risorse adeguate e continuità delle prestazioni.
Il 9 settembre rappresenterà quindi il prossimo passaggio decisivo. Da quel confronto dovranno emergere indicazioni più precise sullo stato delle procedure e soprattutto sulle soluzioni che potranno essere adottate prima della scadenza del 30 settembre.
Fino ad allora resta corretto parlare di una situazione critica e di un rischio di interruzione della copertura, ma non di una sospensione già definitivamente stabilita.
USAMi ha approfondito le ragioni della propria richiesta, il rapporto tra tutela sanitaria e specificità militare e le proposte che intende portare al confronto con l'Amministrazione.
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