IN SINTESI — cosa sta succedendo
Quando comincia effettivamente l'orario di servizio di un militare? La questione è tornata al centro dell'attenzione dopo l'applicazione della direttiva SMA-ORD-011 (Ediz. 2025) al 36° Stormo di Gioia del Colle. Sul tema è intervenuta USAMi Aeronautica, che ha presentato una formale istanza allo Stato Maggiore dell'Aeronautica.
Il caso del 36° Stormo di Gioia del Colle
A decorrere dal 31 agosto il tempo impiegato dal personale per raggiungere la zona operativa dalla zona logistica, e viceversa, non viene più considerato orario di servizio, nonostante gli spostamenti avvengano all'interno dello stesso comprensorio militare.
Sarebbe stata inoltre sospesa l'autorizzazione per il personale pendolare ad utilizzare i rilevatori di presenza collocati all'ingresso dell'infrastruttura.
Casa-lavoro e spostamento dentro la base: due situazioni differenti
La posizione sostenuta da USAMi parte proprio da questa distinzione. Il percorso da casa all'ingresso dell'aeroporto costituisce il normale pendolarismo. Diversa, secondo il sindacato, è la situazione successiva al superamento del varco principale, quando il personale si trova già all'interno dell'infrastruttura militare.
In questa fase possono infatti essere presenti controlli di sicurezza, percorsi obbligati, distanze interne e procedure stabilite dall'Amministrazione. La questione potrebbe quindi non riguardare soltanto Gioia del Colle, ma anche altre strutture militari caratterizzate da configurazioni analoghe.
I principi europei richiamati da USAMi
Nell'istanza il sindacato richiama la Direttiva 2003/88/CE e alcune pronunce della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
Tra queste figura la causa C-742/19, relativa all'applicazione della normativa europea sull'organizzazione dell'orario di lavoro al personale delle Forze Armate, fatte salve determinate attività militari che, per le loro caratteristiche specifiche, possono essere escluse.
Vengono inoltre richiamate le cause C-344/19 e C-580/19, nelle quali la Corte ha affrontato il tema dei vincoli imposti al lavoratore e della loro capacità di limitare in maniera oggettiva e significativa la possibilità di gestire liberamente il proprio tempo.
Sulla base di questi principi, anche il tempo necessario per gli spostamenti interni deve essere valutato alla luce dei vincoli concretamente imposti al personale.
La richiesta allo Stato Maggiore dell'Aeronautica
USAMi Aeronautica ha quindi chiesto allo Stato Maggiore un chiarimento interpretativo urgente e un'integrazione della SMA-ORD-011 che riconosca, secondo la posizione espressa dal sindacato, il tempo di trasferimento interno come orario di servizio nelle sedi aeroportuali.
Una questione destinata ad essere seguita con attenzione perché l'interpretazione adottata potrebbe avere conseguenze anche in altre infrastrutture dell'Aeronautica Militare nelle quali il personale deve percorrere distanze significative dopo aver già superato i varchi di accesso.
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Tutti i dettagli dell'istanza, le motivazioni e i riferimenti giurisprudenziali sono disponibili nell'approfondimento pubblicato da USAMi Aeronautica.
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