IN SINTESI
La sfida FPV tra civili e militari
19-20 settembre
16 civili + 16 militari
Ingresso gratuito
Droni FPV lanciati a tutta velocità attraverso un circuito tecnico e piloti che osservano il percorso direttamente dalla telecamera di bordo. Il 19 e 20 settembre Roma ospiterà l'Esercito 1659 Drone Challenge, la competizione che porterà nello stesso campo di gara piloti civili e militari e, contemporaneamente, aprirà al pubblico una finestra sulle tecnologie unmanned sempre più presenti anche nell'addestramento delle Forze Armate.
Dove si svolge l'Esercito 1659 Drone Challenge
L'appuntamento è all'Ippodromo Militare “Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, a Roma. L'iniziativa è promossa dal Ministero della Difesa, dall'Esercito Italiano e da Difesa Servizi e mette insieme la componente sportiva del drone racing con quella divulgativa e tecnologica.
Il cuore della manifestazione sarà il volo FPV, First Person View: il pilota non segue il drone guardandolo da terra, ma utilizza un visore che riceve in tempo reale le immagini provenienti dalla telecamera installata a bordo.
La visuale in prima persona permette al pilota di affrontare il percorso come se fosse a bordo del drone. Servono rapidità di reazione, coordinazione, precisione e capacità di orientamento, soprattutto sui circuiti caratterizzati da ostacoli, cambi di direzione e velocità elevate.
16 civili contro 16 militari
L'elemento più originale dell'evento sarà la categoria OPEN, che porterà direttamente sullo stesso terreno di confronto due mondi normalmente separati.
I 32 concorrenti dovranno misurarsi su un percorso concepito per mettere alla prova prontezza, precisione, concentrazione e controllo del mezzo.
Non sarà però l'unica gara. Accanto alla OPEN ci sarà infatti la categoria PRO, che rappresenterà la quarta tappa del Campionato Italiano di drone racing e vedrà impegnati piloti di vertice della disciplina.
Una competizione specifica dell'evento con 32 partecipanti, equamente divisi tra piloti civili e personale militare.
La prova romana costituisce la quarta tappa del Campionato Italiano dedicato al drone racing FPV.
Non solo sport: perché l'Esercito guarda ai droni FPV
Dietro la componente spettacolare della gara c'è un settore tecnologico che ha acquisito una rilevanza crescente anche nell'ambito militare. I piccoli aeromobili a pilotaggio remoto vengono oggi utilizzati per attività che spaziano dalla sorveglianza alla ricognizione, dall'osservazione all'addestramento.
L'Esercito ha già avviato specifiche attività formative nel settore FPV. Nel 2025, ad esempio, il 2° Reggimento “Granatieri di Sardegna” ha inaugurato a Spoleto un percorso addestrativo composto da 25 stazioni che riproducono elementi di un campo di battaglia, destinato proprio alla preparazione degli operatori di aeromobili a pilotaggio remoto militare.
La Drone Challenge si inserisce quindi in un processo più ampio nel quale competenze nate e cresciute anche nel settore civile e sportivo possono diventare occasione di confronto, conoscenza e sviluppo professionale. Le comunicazioni ufficiali dell'evento parlano inoltre di orientamento e di opportunità formative, senza configurare la manifestazione come una procedura di reclutamento militare.
Il Drone Village: UAV, robot terrestri e sistemi anti-drone
Accanto al circuito di gara sarà allestito l'EI 1659 Drone Village, uno spazio pensato per cittadini, famiglie, professionisti e appassionati.
Sono inoltre previsti simulatori di volo, desk informativi, attività di military fitness, arrampicata, incontri e momenti dedicati alle opportunità formative e professionali.
Il programma del 19 e 20 settembre
La manifestazione è prevista con ingresso gratuito previa registrazione. Il pubblico potrà assistere alle gare, visitare il Drone Village, vedere da vicino le tecnologie esposte e partecipare alle attività programmate durante le due giornate.
Perché si chiama “Esercito 1659”
Il numero non indica l'anno di costituzione formale dell'Esercito Italiano, che risale al 4 maggio 1861. Richiama invece le sue radici storiche: il 18 aprile 1659 Carlo Emanuele II di Savoia dispose il reclutamento di 1.200 uomini destinati al Reggimento delle “Guardie”, considerato il precursore delle moderne unità permanenti. Il marchio “Esercito 1659” vuole quindi rappresentare il legame tra tradizione e innovazione.
Un ponte tra tecnologia civile e mondo militare
La particolarità della Drone Challenge sta quindi nel mettere sullo stesso circuito persone provenienti da esperienze differenti ma accomunate da una competenza molto specifica: saper controllare con precisione un drone FPV ad alta velocità.
Per l'Esercito l'appuntamento rappresenta anche un'occasione per mostrare al pubblico come stiano cambiando strumenti e competenze della Forza Armata. Per il mondo civile, invece, sarà la possibilità di confrontarsi direttamente con operatori militari e conoscere settori tecnologici che vanno molto oltre il semplice drone racing.
Roma, 19 e 20 settembre: per due giorni Tor di Quinto diventerà così il punto d'incontro tra competizione sportiva, tecnologia e addestramento, con i droni FPV protagonisti di una sfida che mette direttamente a confronto competenze civili e militari.
Fonti consultate per questo articolo: quadricottero










