IN SINTESI Due nuovi MQ-9A per rafforzare la componente a pilotaggio remoto 2 nuovi MQ-9A Consegna entro 2027 Nuove Ground Control Stations +
L'Aeronautica Militare ha ordinato due nuovi MQ-9A Block 5 prodotti da General Atomics Aeronautical Systems.
La consegna dei due sistemi è prevista entro la fine del 2027 e l'acquisizione comprende anche nuove Ground Control Stations.
L'acquisto viene effettuato attraverso il programma Foreign Military Sales con gli Stati Uniti.
La componente MQ-9A italiana fa capo al 32° Stormo, che impiega questi velivoli a pilotaggio remoto nell'ambito delle capacità ISR e nelle operazioni NATO.
Il Block 5 può operare fino a 45.000 piedi e dispone di un'autonomia indicata dal costruttore fino a circa 26 ore.
L'Aeronautica Militare rafforza la propria componente APR: sono stati ordinati due nuovi MQ-9A Block 5 alla statunitense General Atomics Aeronautical Systems. I velivoli saranno consegnati entro la fine del 2027 e andranno ad ampliare una capacità impiegata dall'Italia nelle missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.
General Atomics conferma l'ordine italiano
L'annuncio è arrivato l'8 settembre 2026 direttamente da General Atomics Aeronautical Systems, costruttore statunitense della famiglia Predator/Reaper.
L'azienda ha confermato che l'Aeronautica Militare italiana ha ordinato due ulteriori MQ-9A Block 5 Remotely Piloted Aircraft. L'acquisto rientra in una Foreign Military Sale gestita attraverso l'U.S. Air Force e comprende anche Ground Control Stations, le postazioni a terra utilizzate per il controllo e la gestione dei velivoli.
General Atomics non ha reso pubblico il valore economico dello specifico ordine per i due velivoli.
Nel 2024 gli Stati Uniti avevano autorizzato una possibile Foreign Military Sale all'Italia comprendente fino a sei MQ-9 Block 5, tre Mobile Ground Control Stations e numerosi sensori e sistemi di supporto, per un valore massimo stimato di 738 milioni di dollari. Quel valore riguarda però il pacchetto complessivo autorizzato e non il prezzo dei soli due velivoli annunciati nel settembre 2026.
La componente MQ-9A del 32° Stormo
Il cuore della capacità italiana sui grandi velivoli a pilotaggio remoto è il 32° Stormo dell'Aeronautica Militare.
Lo Stormo di Amendola rappresenta una realtà particolarmente articolata: impiega contemporaneamente velivoli di quinta generazione F-35A e F-35B e sistemi a pilotaggio remoto MQ-9A.
L'Aeronautica Militare ha confermato anche nel 2026 il ruolo di Amendola come uno dei principali poli nazionali per questa capacità, impiegata per missioni operative, addestrative e di sorveglianza.
Il comunicato con cui General Atomics ha annunciato i due nuovi velivoli non specifica quale base riceverà materialmente le singole piattaforme. È quindi più corretto parlare di rafforzamento della componente MQ-9A del 32° Stormo, piuttosto che attribuire formalmente i due nuovi velivoli ad Amendola in assenza di una comunicazione ufficiale specifica.
Un sistema pensato per la sorveglianza persistente
L'MQ-9A è stato progettato per restare in volo per periodi molto lunghi e mantenere sotto osservazione vaste aree. È proprio questa caratteristica a renderlo particolarmente efficace nelle missioni ISR — Intelligence, Surveillance and Reconnaissance.
Secondo General Atomics, gli MQ-9A italiani sono stati utilizzati per missioni in territorio nazionale, sul Mediterraneo e a sostegno delle operazioni NATO.
Cosa cambia con il Block 5
La configurazione Block 5 rappresenta un'evoluzione significativa dell'MQ-9A. Rispetto alle versioni precedenti offre una maggiore capacità di generazione elettrica, datalink aggiornati e una moderna architettura avionica ridondante.
Tra le capacità indicate dal costruttore figurano sensori elettro-ottici e infrarossi, radar multimodali Lynx, radar per la sorveglianza marittima, sistemi per l'identificazione e il tracciamento di obiettivi e, a seconda della configurazione, funzioni automatiche di decollo e atterraggio.
Nel 2023 l'Aeronautica Militare aveva già effettuato il primo volo di un nuovo MQ-9A Block 5 italiano nell'ambito del programma di Mid-Life Modernization della flotta.
General Atomics e numerose fonti internazionali utilizzano la denominazione MQ-9A Reaper. Nella documentazione e nella comunicazione italiana il sistema viene spesso indicato semplicemente come MQ-9A o Predator B. Si tratta della stessa famiglia di velivoli.
Il programma americano autorizzato nel 2024
L'attuale acquisizione si inserisce in un percorso più ampio. Nell'agosto 2024 il Dipartimento di Stato statunitense aveva autorizzato la possibile vendita all'Italia di fino a sei MQ-9 Block 5.
Il pacchetto autorizzato comprendeva, oltre ai velivoli, tre Mobile Ground Control Stations, sistemi elettro-ottici AN/DAS-4, radar Lynx AN/APY-8 con capacità di sorveglianza marittima, terminali SATCOM, apparati di comunicazione, supporto logistico, addestramento e altri sistemi.
La Defense Security Cooperation Agency aveva spiegato che il programma avrebbe rafforzato la capacità italiana di affrontare minacce presenti e future e aumentato l'interoperabilità con Stati Uniti e NATO.
L'Aeronautica Militare effettua il primo volo di un nuovo MQ-9A Block 5 nell'ambito della modernizzazione della flotta.
Gli Stati Uniti autorizzano una possibile vendita all'Italia comprendente fino a sei MQ-9 Block 5 e relativi sistemi.
General Atomics annuncia l'ordine italiano per altri due MQ-9A Block 5, con consegna prevista entro la fine del 2027.
Una capacità strategica per Mediterraneo e NATO
L'acquisizione conferma l'importanza che i sistemi a pilotaggio remoto hanno assunto nella strategia dell'Aeronautica Militare.
Un velivolo capace di rimanere in volo per molte ore può controllare rotte marittime, aree operative e infrastrutture, seguire obiettivi per lunghi periodi e condividere informazioni con altre piattaforme e centri di comando.
Nel Mediterraneo, dove convergono traffico commerciale, crisi regionali e attività militari di più Paesi, questa capacità di sorveglianza persistente ha un valore sempre maggiore.
Con i due nuovi Block 5 e le relative stazioni di controllo, l'Aeronautica prosegue quindi il rinnovamento di una componente che viene impiegata da oltre vent'anni e che oggi rappresenta uno degli strumenti più avanzati della capacità italiana di raccolta e distribuzione delle informazioni operative.










