IN SINTESI
Lo sport italiano saluta Sandro Mazzola
83 anni
Leggenda Inter
Campione d'Europa 1968
Il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. Sandro Mazzola è morto nella notte all'età di 83 anni, lasciando un'eredità che attraversa la storia dell'Inter, della Nazionale e dello sport italiano.
La notizia della scomparsa ha immediatamente provocato una vasta ondata di cordoglio. La FIGC ha annunciato un minuto di raccoglimento in tutte le competizioni calcistiche del fine settimana, mentre il CONI ha rivolto l'invito a tutto il movimento sportivo nazionale.
Bandiere a mezz'asta anche nella sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio a Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano.
Un minuto di silenzio in tutto lo sport italiano
L'omaggio a Sandro Mazzola non sarà limitato al calcio.
In segno di lutto la FIGC ha disposto anche le bandiere a mezz'asta nella sede federale di Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano.
L'omaggio testimonia la dimensione nazionale della figura di Mazzola, andata ben oltre la storia dell'Inter e capace di rappresentare un'intera generazione del calcio italiano.
Una vita intera con l'Inter
Il rapporto tra Sandro Mazzola e l'Inter è stato assoluto. Entrato giovanissimo nel mondo nerazzurro, ha trascorso con lo stesso club tutta la propria carriera da calciatore.
Il debutto in prima squadra arrivò nel 1961. La sua avventura sul campo sarebbe terminata soltanto nel 1977, dopo 17 stagioni, 565 presenze ufficiali e 158 gol.
In mezzo, una delle epoche più importanti nella storia del calcio europeo: quella della Grande Inter di Helenio Herrera.
La finale contro il Real Madrid che lo consegnò alla storia
Uno dei momenti simbolo della sua carriera resta la finale di Coppa dei Campioni del 1964 a Vienna contro il Real Madrid.
Mazzola segnò due volte nel 3-1 con cui l'Inter conquistò per la prima volta il principale trofeo europeo. Aveva davanti campioni come Alfredo Di Stéfano e Ferenc Puskás, ma quella serata segnò definitivamente l'ingresso del giovane nerazzurro tra i grandi del calcio internazionale.
L'anno successivo l'Inter avrebbe conquistato nuovamente la Coppa dei Campioni, confermandosi ai vertici d'Europa.
Mazzola è stato anche l'unico calciatore italiano e l'unico appartenente a una squadra italiana ad aver segnato in due differenti finali di Coppa dei Campioni/Champions League, nel 1964 e nel 1967.
Il figlio di Valentino che costruì una storia tutta sua
Sandro portava un cognome già entrato nella leggenda del calcio italiano.
Era figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto nella tragedia aerea di Superga del 4 maggio 1949. Sandro aveva appena sei anni quando perse il padre.
Quella storia accompagnò inevitabilmente tutta la sua vita, ma il giovane Mazzola riuscì a costruire un percorso autonomo fino a diventare a sua volta uno dei simboli più riconoscibili del calcio italiano.
Protagonista anche con la maglia azzurra
La carriera di Sandro Mazzola non è legata soltanto all'Inter. Con la Nazionale italiana ha disputato 70 partite e realizzato 22 reti.
Fu protagonista dell'Italia che conquistò il Campionato Europeo del 1968 e partecipò a tre edizioni dei Mondiali.
Nel 1970 raggiunse con gli Azzurri la finale della Coppa del Mondo in Messico, persa contro il Brasile di Pelé.
La celebre “staffetta” con Gianni Rivera
Il Mondiale messicano del 1970 è rimasto nella memoria collettiva anche per la famosa alternanza tra Sandro Mazzola e Gianni Rivera.
Il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi utilizzò i due fuoriclasse alternandoli durante le partite, dando vita alla celebre “staffetta” che divenne uno dei temi più discussi nella storia della Nazionale.
Quell'Italia arrivò fino alla finale dopo aver battuto la Germania Ovest nella memorabile semifinale terminata 4-3.
Un campione riconosciuto anche oltre i trofei
Dopo il campo, ancora una vita nel calcio
Il legame con il pallone non terminò con l'ultima partita.
Dopo il ritiro, Mazzola continuò a lavorare nel calcio come dirigente e successivamente divenne anche uno dei volti più conosciuti del racconto televisivo sportivo italiano.
Ma il rapporto più forte rimase quello con l'Inter. Il club nerazzurro lo ricorda come una figura capace di incarnarne la storia, dagli anni della Grande Inter fino alle generazioni più recenti.
Dalla tragedia di Superga vissuta da bambino ai trionfi della Grande Inter, dalla maglia azzurra alla finale mondiale del 1970: la vita di Sandro Mazzola attraversa quasi ottant'anni di storia del calcio italiano.
Il saluto dell'Inter
L'Inter ha annunciato la scomparsa ricordando Mazzola come una delle grandi figure della storia nerazzurra e del calcio mondiale.
Il club ha sottolineato un legame iniziato quando Sandro era ancora un ragazzo e mai realmente interrotto, neppure dopo il termine della carriera agonistica.
Tra i ricordi più significativi riportati dall'Inter c'è anche il desiderio espresso dallo stesso Mazzola di essere ricordato soprattutto come una brava persona e come qualcuno capace di continuare a lottare anche quando vincere sembra impossibile.
Nel fine settimana l'omaggio arriverà ora dai campi e dagli impianti sportivi di tutta Italia, con quel minuto di silenzio disposto per ricordare una delle grandi icone dello sport nazionale.










