IN SINTESICosa sappiamo realmente del dispositivo italiano nel Golfo
400 militari • 3 Paesi
4 Eurofighter F-2000A
21 settembre • sicurezza rafforzata
Dopo l'attacco alla base saudita, il ministro Guido Crosetto ha fatto sapere che sono state adottate ulteriori misure per incrementare la sicurezza del dispositivo italiano, con particolare attenzione agli assetti aerei. La Difesa ha inoltre confermato la continuità delle attività nell'ambito degli impegni assunti con Inherent Resolve.
Dietro la notizia dell'Eurofighter italiano colpito nella base di Ta'if c'è un dispositivo dell'Aeronautica Militare molto più articolato di quanto possa apparire. La Task Force Air-Arabia è stata costituita nella seconda metà di marzo 2026, dopo il deterioramento della situazione nel Golfo e a seguito delle richieste di supporto provenienti dai Paesi partner.
La prima precisazione è però fondamentale: i circa 400 militari indicati ufficialmente dalla Difesa non sono tutti concentrati nella base saudita. Il personale è distribuito tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein e la consistenza esatta della componente presente a Ta'if non è stata resa pubblica.
Chi sono i circa 400 militari della Task Force Air-Arabia
Non si tratta soltanto di piloti. Dietro gli aeromobili operano tecnici, specialisti della manutenzione, personale logistico, addetti al comando e controllo, operatori della sorveglianza aerea e militari incaricati della protezione e del supporto dell'intero dispositivo.
La Difesa descrive una struttura composta da diversi Task Group, ciascuno con una funzione specifica. Nel complesso, il sistema permette all'Italia di contribuire alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, alla protezione delle forze e degli interessi nazionali e al supporto delle attività operative nell'area.
Ta'if è il centro della componente saudita
La base “King Fahd” della Royal Saudi Air Force a Ta'if ospita personale e assetti italiani e il 1° settembre vi si è svolto anche il cambio al comando della Task Force Air-Arabia. Il colonnello Simone Agostino Rocca è subentrato al colonnello Michele Schiavi.
La missione ha il compito dichiarato di contribuire alla difesa aerea e alla sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi partner del Golfo. La stessa Difesa sottolinea inoltre la funzione di protezione del personale e degli interessi nazionali presenti nell'area.
Il numero di circa 400 militari indicato dalla Difesa rappresenta l'intero contingente dell'Aeronautica schierato tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Le informazioni pubbliche disponibili non specificano quanti di questi militari siano attualmente presenti nella sola base di Ta'if.
L'attacco del 18 settembre e l'F-2000 colpito
Nella notte tra il 17 e il 18 settembre la base di Ta'if è stata oggetto di diversi attacchi nel quadro dell'escalation che coinvolge l'Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti.
Crosetto ha confermato che un F-2000 italiano è stato colpito mentre si trovava a terra, in un'area decentrata della base. Nessun militare italiano è rimasto coinvolto e la Difesa non ha segnalato altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale nazionale.
Il ministero non ha inizialmente fornito nel comunicato ufficiale una valutazione pubblica dettagliata sull'entità del danno subito dal velivolo. Per questo è più corretto parlare di aereo colpito senza attribuire al mezzo condizioni tecniche non ufficialmente precisate.
Il 21 settembre nuove misure di sicurezza
Tre giorni dopo l'attacco la situazione è stata nuovamente esaminata a livello governativo. Crosetto ha riferito che sono in corso valutazioni sulla presenza nazionale nel quadrante mediorientale, ponendo come priorità la sicurezza dei contingenti.
Per tutti gli assetti, e in particolare per quelli aerei, sono state adottate misure aggiuntive per incrementare le condizioni di sicurezza. Allo stesso tempo il ministro ha precisato che sarà garantita la continuità delle attività operative legate agli impegni internazionali assunti dall'Italia.
Crosetto ha inoltre riferito che un portavoce Houthi avrebbe chiarito che non vi era l'intenzione di colpire specificamente un assetto italiano. L'affermazione riguarda quindi l'intenzionalità dell'azione nei confronti dell'Italia e non modifica il fatto che il velivolo italiano sia stato materialmente raggiunto durante l'attacco alla base.
Task Force Air-Arabia e Inherent Resolve: cosa cambia
Nelle comunicazioni ufficiali compaiono due riferimenti che possono generare confusione. La Task Force Air-Arabia è il dispositivo nazionale creato nel marzo 2026 per sostenere la difesa aerea dei partner del Golfo. Dopo l'attacco del 18 settembre, Crosetto ha invece specificato che il personale italiano presente a Ta'if opera nell'ambito di Operation Inherent Resolve.
Inherent Resolve è la coalizione internazionale alla quale l'Italia partecipa dal 2014 nel contrasto a Daesh. Il dispositivo italiano nell'area si è progressivamente adattato alla nuova situazione di sicurezza del Medio Oriente e del Golfo, con assetti dedicati non soltanto alle attività tradizionali della coalizione ma anche alla protezione e alla sorveglianza dello spazio aereo.
Le fonti ufficiali pubblicamente disponibili descrivono missione, assetti e compiti del dispositivo, ma non rendono pubblici i dettagli operativi delle regole d'ingaggio. Non è quindi possibile affermare sulla base della documentazione disponibile che l'attacco del 18 settembre abbia già determinato una loro modifica.
Dal dispiegamento di marzo all'attacco di settembre
L'attacco ha reso visibile una presenza militare italiana poco conosciuta, ma il quadro è più articolato di quanto suggerisca la sola base di Ta'if: i circa 400 uomini e donne dell'Aeronautica fanno parte di un dispositivo regionale distribuito in tre Paesi e composto da capacità di volo, sorveglianza, comando e controllo, trasporto e difesa anti-drone.








