IN SINTESI
Cosa prevede la proposta sul secondo lavoro dei militari
Secondo lavoro
Reddito
Pensione
Consentire ai militari di utilizzare il proprio tempo libero e le proprie competenze per integrare il reddito familiare e rafforzare la futura posizione pensionistica, superando un sistema considerato dalle organizzazioni sindacali ormai troppo rigido.
È questo il cuore della proposta elaborata da USAMi Aeronautica, ITAMIL Esercito, Nuovo Sindacato Carabinieri e SILMM Marina, quattro organizzazioni che dichiarano di rappresentare complessivamente oltre 15.000 militari.
L'articolato è stato trasmesso ai vertici militari, alle Commissioni parlamentari, alle Segreterie politiche e alle Autorità di Governo con l'obiettivo di aprire un confronto sulla disciplina del lavoro extraprofessionale del personale militare.
Il punto di partenza: stipendi e potere d'acquisto
La proposta nasce da una considerazione economica precisa: secondo le organizzazioni promotrici, l'aumento del costo della vita e il mancato adeguamento di numerose indennità accessorie stanno progressivamente riducendo il potere d'acquisto del personale militare.
Spesa alimentare, bollette, carburante, affitti, mutui, scuola e sanità incidono sempre di più sui bilanci familiari, mentre le risorse destinate ai rinnovi contrattuali vengono considerate insufficienti a recuperare integralmente la perdita di valore reale delle retribuzioni.
A questo si aggiunge il tema previdenziale, particolarmente sentito dal personale più giovane e da chi è integralmente o prevalentemente soggetto al sistema contributivo.
Il progetto punta a superare l'impostazione oggi basata sulla eccezionalità e occasionalità delle attività extraprofessionali.
La nuova regola proposta sarebbe invece quella della compatibilità concreta tra attività esterna e servizio militare.
Il lavoro aggiuntivo potrebbe quindi essere anche continuativo, purché svolto fuori dall'orario di servizio e senza interferire con i compiti istituzionali.
Superare la disciplina del 2008
Il riferimento indicato dalle organizzazioni è soprattutto la Circolare DGPM del 31 luglio 2008, che disciplina le attività extraprofessionali del personale militare attraverso criteri molto restrittivi.
L'attuale impostazione limita fortemente le attività caratterizzate da continuità, stabilità e assiduità, lasciando maggiore spazio alle prestazioni occasionali.
Secondo i promotori, questo sistema impedisce a un militare dotato di competenze specifiche – ad esempio informatiche, tecniche, professionali, sportive o artigianali – di sviluppare regolarmente una seconda attività anche quando questa viene svolta interamente nel tempo libero e senza conseguenze sul servizio.
Il principio proposto è semplice: non valutare più l'attività esterna in base alla sua occasionalità, ma in base alla sua effettiva compatibilità con il servizio militare.
I sei pilastri del disegno di legge
Il secondo lavoro potrebbe rafforzare anche la pensione
Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda la previdenza.
I contributi versati per l'attività extraprofessionale presso l'INPS o altre casse previdenziali potrebbero essere valorizzati, secondo gli strumenti previsti dall'ordinamento, attraverso cumulo, totalizzazione o ricongiunzione.
L'obiettivo dichiarato è permettere al personale di trasformare il lavoro svolto nel tempo libero non soltanto in reddito immediato, ma anche in una maggiore tutela pensionistica futura.
Le quattro organizzazioni definiscono la proposta una forma di welfare integrativo economico e previdenziale.
L'impostazione non prevede nuovi stanziamenti per finanziare direttamente il reddito del personale: sarebbe invece il singolo militare, utilizzando il proprio tempo libero e le proprie competenze, a generare un reddito aggiuntivo.
Secondo i promotori, questo consentirebbe di offrire una risposta concreta alle difficoltà economiche delle famiglie senza introdurre nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il servizio militare resterebbe prioritario
La proposta non prevede una liberalizzazione priva di vincoli.
L'attività extraprofessionale non potrebbe essere svolta durante l'orario di servizio e non sarebbe consentito utilizzare mezzi, infrastrutture, informazioni o risorse dell'Amministrazione della Difesa.
Resterebbe inoltre intatta la prevalenza dei doveri istituzionali.
In presenza di esercitazioni, emergenze o comprovate esigenze operative, l'Amministrazione potrebbe disporre la sospensione temporanea dell'attività esterna senza che questo comporti necessariamente la revoca definitiva dell'autorizzazione.
La proposta cerca quindi di tenere insieme due esigenze: garantire pienamente l'operatività dello strumento militare e riconoscere al personale una maggiore libertà nell'utilizzo del proprio tempo libero.
Nessuna penalizzazione nelle note caratteristiche
Un altro punto riguarda le garanzie professionali.
Secondo il testo proposto, l'esercizio di un'attività extraprofessionale regolarmente autorizzata non potrebbe essere utilizzato come elemento negativo nelle valutazioni caratteristiche né come causa di penalizzazione nelle progressioni di carriera.
L'obiettivo è evitare che una possibilità riconosciuta dalla legge possa trasformarsi indirettamente in un elemento sfavorevole per il militare che decide di utilizzarla.
Le disposizioni descritte costituiscono il contenuto del disegno di legge elaborato dalle quattro organizzazioni sindacali.
Non si tratta quindi di regole già operative. Per entrare in vigore sarà necessario che la proposta venga recepita nell'iter legislativo e approvata secondo le procedure previste dall'ordinamento.
Ora la parola passa alla politica
L'articolato è stato inviato ai vertici militari, alle Commissioni parlamentari, alle Segreterie politiche e alle Autorità di Governo.
USAMi, ITAMIL, NSC e SILMM chiedono ora l'apertura di un confronto istituzionale sulla possibilità di aggiornare una disciplina che considerano non più adeguata alle attuali condizioni economiche e professionali del personale militare.
Il principio alla base della proposta è quello di consentire al militare, una volta assolti pienamente i propri obblighi di servizio, di valorizzare le proprie competenze e il proprio tempo libero attraverso un'attività lavorativa compatibile con lo status e con le esigenze operative.








