IN SINTESI
La scorta italiana nello stretto strategico
Nave Bergamini
Jolly Oro
EUNAVFOR Aspides
La fregata Carlo Bergamini della Marina Militare ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia Ignazio Messina & C., durante il transito verso nord attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb.
L'attività, resa nota il 18 settembre, è stata condotta nell'ambito dell'operazione europea EUNAVFOR Aspides e rappresenta la prima scorta a un mercantile italiano comunicata pubblicamente in questa nuova fase di forte tensione nel Mar Rosso.
Il passaggio assume particolare rilievo per l'Italia: Bab el-Mandeb rappresenta la porta meridionale della rotta che collega l'Oceano Indiano, il Mar Rosso, il Canale di Suez e il Mediterraneo.
La Bergamini accompagna la Jolly Oro verso nord
La Jolly Oro ha attraversato Bab el-Mandeb procedendo verso nord, entrando dal Golfo di Aden nel Mar Rosso e proseguendo verso il Canale di Suez.
La nave appartiene alla compagnia italiana Ignazio Messina & C. e la richiesta di protezione è stata avanzata dall'armatore in un momento di particolare incertezza per la sicurezza dei traffici nell'area.
La fregata Bergamini ha quindi accompagnato il mercantile nel tratto considerato maggiormente esposto ai rischi, all'interno del dispositivo europeo già presente nella regione.
EUNAVFOR Aspides è stata istituita dall'Unione europea nel febbraio 2024 in risposta agli attacchi contro il traffico marittimo internazionale nel Mar Rosso.
Il mandato è esclusivamente difensivo: le unità impegnate forniscono consapevolezza della situazione marittima, accompagnano le navi e possono proteggerle da possibili attacchi multidominio in mare.
Nel febbraio 2026 l'Unione europea ha prorogato il mandato della missione fino al 28 febbraio 2027.
Perché Bab el-Mandeb è così importante
Lo Stretto di Bab el-Mandeb collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e costituisce uno dei passaggi obbligati per le navi che intendono raggiungere il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Qualsiasi interruzione prolungata in questo punto può costringere le compagnie di navigazione a deviare attorno al Capo di Buona Speranza, aumentando tempi di percorrenza, consumo di carburante e costi logistici.
Per un'economia fortemente legata agli scambi via mare come quella italiana, la sicurezza di questo corridoio assume quindi un'importanza che supera la sola dimensione militare.
La Marina: proteggere le rotte significa proteggere il Paese
Nel comunicare l'attività, la Marina Militare ha sottolineato il collegamento diretto tra sicurezza della navigazione e tutela degli interessi economici nazionali.
La scorta della Jolly Oro è stata descritta come un segnale concreto dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla navigazione commerciale nell'area.
La Marina partecipa ad Aspides fin dall'avvio della missione e assicura una presenza continuativa nel dispositivo europeo, contribuendo alla protezione delle unità mercantili e alla salvaguardia della libertà di navigazione.
La sicurezza degli stretti marittimi non riguarda soltanto le unità che li attraversano: garantire continuità alle rotte significa tutelare anche catene logistiche, esportazioni, approvvigionamenti e costi del trasporto che interessano direttamente l'economia nazionale.
La situazione nel Mar Rosso si è aggravata
La scorta si inserisce in una fase di nuovo deterioramento della sicurezza regionale, dopo l'avanzata degli Houthi lungo la costa yemenita del Mar Rosso e l'aumento delle preoccupazioni per il traffico mercantile.
Gli Houthi hanno negli ultimi anni condotto attacchi contro navi commerciali e minacciato la libertà di navigazione in risposta alle diverse fasi della crisi mediorientale.
Proprio l'evoluzione della minaccia ha spinto le forze europee ad aumentare la vigilanza e gli Stati partecipanti a discutere un rafforzamento del dispositivo navale.
Il 18 settembre l'Alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas ha riferito che, a causa del peggioramento della situazione di sicurezza, Aspides aveva innalzato il livello di allerta delle proprie unità mentre continuavano le attività di protezione e scorta.
L'obiettivo resta mantenere la libertà di navigazione e ridurre i rischi per equipaggi e traffico commerciale.
Il confronto tra Italia e Unione europea
L'attività della Bergamini è arrivata dopo le richieste italiane di rendere più rapida e incisiva la capacità di protezione del traffico nazionale.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva annunciato l'intenzione di predisporre quanto necessario affinché le navi italiane potessero attraversare lo stretto in sicurezza, contestualmente sollecitando un rafforzamento dell'operazione europea.
La scorta della Jolly Oro è stata comunque condotta all'interno di Aspides e non come missione italiana separata dal dispositivo dell'Unione europea.
È una distinzione importante: Nave Bergamini opera sotto il quadro di EUNAVFOR Aspides. L'attività a favore della Jolly Oro rientra quindi nei compiti assegnati alla missione europea.
Kallas: servono più di dieci navi
Nei giorni successivi alla scorta della Jolly Oro, Kaja Kallas ha indicato la necessità di un ulteriore rafforzamento della missione.
Secondo quanto dichiarato dall'Alta rappresentante, Aspides dispone attualmente di circa sei navi da guerra, mentre la valutazione iniziale prevedeva la necessità di almeno dieci unità.
Alla luce dell'aggravamento della minaccia, Kallas ha affermato che oggi sarebbero necessarie più di dieci navi, oltre a un maggiore contributo di mezzi aerei.
Kallas ha inoltre inviato il 19 settembre una lettera ai 27 Stati membri chiedendo di aumentare i contributi nazionali all'operazione.
Il dossier dovrebbe quindi rimanere al centro del confronto europeo tra ministri della Difesa e degli Esteri, mentre le unità già presenti continuano le attività di sorveglianza e protezione.
La Bergamini, prima FREMM italiana
Una collaborazione già sperimentata con la Jolly Oro
La Marina Militare e la compagnia Ignazio Messina & C. avevano già svolto attività congiunte proprio sulla Jolly Oro.
Nel luglio 2024 la portacontainer era stata coinvolta in un'esercitazione nel Mediterraneo orientale insieme alla Marina, ad Assarmatori e ai fucilieri della Brigata Marina San Marco, finalizzata anche a verificare lo scambio di informazioni tra nave, compagnia e strutture militari.
A distanza di due anni, la stessa unità mercantile si è trovata al centro di una reale operazione di protezione lungo una delle rotte marittime più delicate al mondo.
La sicurezza marittima diventa sempre più centrale
L'episodio evidenzia il ruolo crescente delle Marine militari nella protezione del commercio internazionale in uno scenario nel quale crisi regionali e minacce asimmetriche possono avere conseguenze immediate sulle economie europee.
Navi mercantili, porti, infrastrutture energetiche e rotte logistiche rappresentano ormai elementi strettamente collegati alla sicurezza nazionale.
Per l'Italia, che si trova al centro del Mediterraneo e dispone di un sistema produttivo fortemente dipendente dal commercio marittimo, la possibilità di mantenere aperta la rotta di Suez assume quindi un'importanza strategica.
La scorta della Jolly Oro rappresenta un caso concreto di questa funzione: una FREMM italiana impiegata per garantire il passaggio sicuro di un mercantile nazionale lungo una rotta dalla quale dipendono traffici commerciali, approvvigionamenti e competitività del sistema economico italiano.








