IN SINTESI
Il nuovo impiego dell'Esercito a Poggibonsi
9 militari al giorno
Pattugliamenti dinamici
6.800 militari in Italia
L'operazione “Strade Sicure” amplia il proprio dispositivo locale con un nuovo impiego a Poggibonsi, in provincia di Siena, dove dal 21 settembre nove militari al giorno affiancano le Forze dell'Ordine nel controllo delle aree considerate maggiormente sensibili.
La decisione arriva dopo una serie di episodi che nelle settimane precedenti avevano alimentato preoccupazione tra i residenti e portato il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica a rafforzare le misure di controllo del territorio.
Il nuovo impiego si inserisce nel dispositivo nazionale che vede oggi l'Esercito schierare circa 6.800 uomini e donne in 58 province, a presidio di oltre mille siti e aree sensibili.
Poggibonsi, nove militari ogni giorno
Il nuovo dispositivo prevede l'impiego quotidiano di nove militari dell'Esercito in concorso con le Forze dell'Ordine.
L'attività comprende pattugliamenti dinamici e soste nei punti individuati come più sensibili sotto il profilo della sicurezza.
La decisione è maturata dopo l'esame della situazione da parte del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e dopo il potenziamento dei controlli già disposto nelle settimane precedenti.
Il 31 agosto si era verificata nel centro di Poggibonsi una rissa che aveva coinvolto tre cittadini stranieri. Nei giorni successivi Prefettura, Questura e amministrazione comunale avevano ribadito la necessità di mantenere elevata l'attenzione sul territorio.
Il nuovo impiego dell'Esercito rappresenta quindi un ulteriore livello di presidio rispetto ai servizi straordinari già assicurati dalle Forze di Polizia.
Stazione, centro e aree considerate più sensibili
I militari sono destinati soprattutto alle zone dove viene ritenuta necessaria una presenza più visibile e continuativa.
Il personale militare opera nell'ambito delle funzioni previste per “Strade Sicure”, in concorso con le Forze di Polizia e secondo le disposizioni delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.
Gli effetti del rafforzamento saranno sottoposti a monitoraggio nell'ambito del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Un dispositivo attivo dal 2008
L'operazione “Strade Sicure” è stata avviata il 4 agosto 2008 e da allora vede l'Esercito Italiano impiegato senza interruzioni sul territorio nazionale in concorso alle Forze di Polizia.
Secondo i dati diffusi dall'Esercito, il dispositivo comprende attualmente circa 6.800 militari dislocati in 58 province e impiegati nella vigilanza di oltre 1.000 siti e aree sensibili.
Le attività riguardano principalmente il presidio delle principali aree metropolitane, infrastrutture e obiettivi considerati sensibili, oltre a servizi di pattugliamento sul territorio.
Dal 1° luglio il coordinamento è passato al COMFOTER
Nel corso del 2026 anche la struttura di comando dell'operazione è stata modificata.
Dal 1° luglio la responsabilità di “Strade Sicure” è stata affidata al Comando delle Forze Operative Terrestri di Verona, nell'ambito della riorganizzazione collegata al nuovo modello dell'Esercito.
Il COMFOTER esercita quindi il coordinamento militare del dispositivo nazionale, mentre l'impiego sul territorio avviene in raccordo con le autorità di pubblica sicurezza e le Forze di Polizia.
L'obiettivo resta assicurare una presenza militare nelle aree individuate come prioritarie, adattando localmente il dispositivo alle esigenze di sicurezza indicate dalle autorità competenti.
Grosseto: attenzione alla data del contingente di 15 militari
Il contingente di 15 militari destinato alla provincia di Grosseto, citato in alcune ricostruzioni sull'operazione, non rappresenta un nuovo rischieramento disposto nel settembre 2026.
L'assegnazione risale infatti al 28 febbraio 2024 e prevedeva l'impiego presso la Sinagoga di Pitigliano e nelle aree adiacenti alla stazione ferroviaria di Grosseto.
Il confronto sull'impiego dei militari nelle città
L'estensione territoriale di “Strade Sicure” continua parallelamente ad alimentare un confronto sull'organizzazione dell'operazione e sul peso che un impiego ormai strutturale può avere sulla Forza Armata.
Un recente studio del centro SHIELD della SDA Bocconi ha evidenziato alcuni aspetti da approfondire, tra cui la trasformazione di una missione nata come straordinaria in un'attività divenuta sostanzialmente permanente, i poteri attribuiti al personale e il tempo sottratto alla preparazione e all'addestramento militare.
Anche alcune associazioni professionali a carattere sindacale tra militari hanno chiesto una riflessione sul modello.
ASPMI, commentando lo studio della Bocconi, ha chiesto l'apertura di un confronto sulla revisione di “Strade Sicure”, richiamando in particolare formazione, tutele, riconoscimento economico e impatto dell'impiego urbano sull'addestramento e sul recupero del personale.
Altre organizzazioni militari hanno inoltre sollevato nel corso dell'anno questioni relative alle condizioni materiali del servizio, soprattutto durante i periodi di caldo intenso e nelle postazioni maggiormente esposte.
Il tema non riguarda quindi soltanto il numero di militari schierati, ma anche le modalità d'impiego, le condizioni di servizio e il rapporto tra le esigenze di sicurezza interna e i compiti propri dell'Esercito.
Il nuovo rischieramento di Poggibonsi conferma che “Strade Sicure” continua a essere utilizzata come strumento flessibile per rafforzare rapidamente il presidio del territorio. Parallelamente, dopo diciotto anni di attività, resta aperto il confronto su come rendere il dispositivo sostenibile ed efficace anche per il personale che vi opera quotidianamente.









