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Home Forze di Polizia & Soccorso

Bologna, smantellata rete internazionale per l’ingresso irregolare nel Regno Unito: sei arresti e dieci perquisizioni

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 24, 2026
in Forze di Polizia & Soccorso, Polizia
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: poliziadistato.it. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI L'operazione coordinata contro la rete internazionale
6 arresti 10 perquisizioni 17 Paesi coinvolti
1
La Polizia di Stato di Bologna, con il coordinamento della Procura e il supporto di Europol, ha partecipato a una vasta operazione contro una rete accusata di favorire l'ingresso irregolare di migranti nel Regno Unito.
2
La giornata operativa del 22 settembre ha portato complessivamente a sei arresti e dieci perquisizioni in Austria, Italia, Spagna e Regno Unito.
3
Secondo gli investigatori, molti migranti entravano legalmente nell'Unione europea con passaporti autentici e visti turistici, per poi utilizzare documenti falsi forniti dalla rete.
4
Una delle rotte ricostruite prevedeva il trasferimento verso Belfast e successivamente voli interni verso altre città britanniche.
5
Europol riferisce che l'indagine ha coinvolto complessivamente 17 Paesi e ha riguardato anche falsificazione documentale e riciclaggio dei proventi.
In breve: l'indagine partita dal Regno Unito ha ricostruito una rete ramificata in più Paesi, capace secondo gli investigatori di combinare viaggi aerei, documenti contraffatti e strutture logistiche per consentire l'ingresso irregolare nel territorio britannico.
POLIZIA DI STATO • EUROPOL • BOLOGNA

Una rete criminale attiva su scala internazionale, specializzata nel favoreggiamento dell'immigrazione irregolare verso il Regno Unito attraverso viaggi aerei e documenti falsi, è finita al centro di una vasta operazione alla quale ha partecipato anche la Polizia di Stato di Bologna.

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L'azione coordinata del 22 settembre 2026 ha portato complessivamente a sei arresti e dieci perquisizioni in Austria, Italia, Spagna e Regno Unito, oltre al sequestro di documenti, dispositivi elettronici, materiale investigativo e denaro contante.

L'attività, resa nota il giorno successivo, è stata supportata da Europol e ha coinvolto autorità di numerosi Paesi europei e internazionali.

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6
Le persone arrestate nella giornata operativa coordinata a livello internazionale.
10
Le perquisizioni complessivamente eseguite nei Paesi interessati dal blitz.
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Gli aeroporti indicati nella ricostruzione italiana delle rotte utilizzate dai migranti.
17
I Paesi complessivamente coinvolti nelle attività investigative secondo Europol.

A Bologna uno degli arresti e quattro perquisizioni

IL FILONE ITALIANO
La Squadra Mobile al centro degli accertamenti in Italia

La Polizia di Stato di Bologna, su delega della Procura della Repubblica, ha operato attraverso gli strumenti della cooperazione giudiziaria internazionale e in raccordo con le autorità britanniche.

Nel capoluogo emiliano è stato eseguito un mandato di arresto internazionale e sono state effettuate quattro perquisizioni.

Secondo le ricostruzioni emerse dopo l'operazione, la persona arrestata a Bologna è un 40enne di origine pakistana residente da molti anni in città, ritenuto dagli investigatori uno dei soggetti con un ruolo rilevante nell'organizzazione.

Le accuse contestate nel filone bolognese comprendono l'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione irregolare e il riciclaggio.

Durante gli accertamenti sono stati acquisiti dispositivi elettronici e altro materiale ritenuto utile alle indagini. È stato inoltre rinvenuto e sequestrato denaro contante.

Il sistema: ingresso regolare nell'UE, poi i documenti falsi

Il meccanismo ricostruito dagli investigatori era più articolato rispetto alle tradizionali rotte terrestri o marittime.

La maggior parte dei migranti entrava infatti nell'Unione europea utilizzando passaporti autentici e, in molti casi, regolari visti turistici Schengen.

IL CAMBIO DI IDENTITÀ
Dai documenti autentici ai documenti contraffatti

Una volta raggiunto il territorio europeo, secondo Europol, i documenti originali venivano distrutti o eliminati.

La rete metteva quindi a disposizione documenti di identità contraffatti, utilizzati per nascondere l'identità reale e consentire ulteriori spostamenti all'interno dell'Europa.

Le autorità italiane hanno ricostruito movimenti attraverso 18 diversi aeroporti, evidenziando come la rete facesse ampio uso del trasporto aereo e sfruttasse collegamenti tra diversi Paesi europei.

La rotta verso Belfast e poi l'Inghilterra

Uno dei percorsi individuati dagli investigatori prevedeva il progressivo avvicinamento al Regno Unito attraverso l'Irlanda.

UNA DELLE ROTTE RICOSTRUITE
Dall'area Schengen al Regno Unito
INGRESSO NELL'UE → DOCUMENTI FALSI → IRLANDA → BELFAST → VOLI INTERNI → INGHILTERRA

Secondo la ricostruzione diffusa dalla Polizia di Stato, i migranti venivano trasferiti verso Belfast anche attraverso viaggi organizzati in taxi, sfruttando la Common Travel Area, l'area di libera circolazione che collega Regno Unito e Irlanda.

Una volta raggiunta Belfast, venivano utilizzati voli interni per raggiungere città dell'Inghilterra.

Il sistema consentiva alla rete di combinare ingressi inizialmente regolari nell'area europea con successive sostituzioni dei documenti e spostamenti organizzati verso il Regno Unito, rendendo più complessa l'individuazione di un'unica rotta criminale.

Europol: l'indagine ha attraversato 17 Paesi

La dimensione dell'indagine è più ampia rispetto ai soli quattro Stati nei quali sono state eseguite le operazioni del 22 settembre.

Secondo Europol, durante la prima fase investigativa autorità di Belgio, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Svezia e Paesi Bassi hanno lavorato attivamente sulle diverse rotte utilizzate dall'organizzazione.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Autorità di 17 Paesi coinvolte nell'indagine

Europol indica tra i Paesi partecipanti Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

L'agenzia europea ha fornito supporto nello scambio delle informazioni, coordinamento operativo e analisi dei dati investigativi.

Una cellula a Vienna per i documenti falsi

Gli investigatori hanno individuato diverse cellule della rete distribuite sul territorio europeo.

Secondo Europol, una struttura con base a Vienna, composta da soggetti afghani e pakistani, avrebbe avuto un ruolo nella fornitura dei documenti contraffatti.

Gli investigatori ritengono inoltre che alcuni soggetti fossero collegati a una rete di attività commerciali, in particolare negozi di telefonia, che sarebbero stati utilizzati anche per il riciclaggio dei proventi criminali.

Dalla Spagna oltre mille documenti contraffatti

01
Cellula austriaca
Avrebbe contribuito alla produzione e alla distribuzione dei documenti falsi utilizzati per gli spostamenti dei migranti.
02
Cellula spagnola
Secondo Europol avrebbe distribuito oltre 1.000 documenti di identità falsi attraverso una rete internazionale di corrieri.
03
Bologna
Nel capoluogo emiliano è stato eseguito un mandato di arresto internazionale e sono state effettuate quattro perquisizioni.
04
Regno Unito
Era la destinazione finale di una parte consistente dei migranti accompagnati attraverso le rotte organizzate dalla rete.

Particolarmente rilevante è il filone spagnolo. Europol riferisce che una delle cellule avrebbe facilitato la distribuzione di oltre 1.000 documenti di identità falsi.

I documenti sarebbero stati spediti attraverso corrieri dagli Emirati Arabi Uniti verso l'Europa, il Nord e Sud America e i Caraibi.

Oltre 2 milioni di euro di presunti proventi illeciti

La rete non avrebbe svolto soltanto attività di trasporto e fornitura dei documenti.

Le indagini finanziarie condotte nei diversi Paesi suggeriscono infatti che l'organizzazione nel suo complesso possa avere generato oltre 2 milioni di euro di proventi illeciti.

Per questo motivo il lavoro investigativo ha riguardato parallelamente i flussi finanziari, le attività commerciali utilizzate dagli indagati e i sistemi attraverso i quali il denaro sarebbe stato movimentato o riciclato.

L'indagine mostra come il favoreggiamento dell'immigrazione irregolare possa essere strutturato come una vera filiera criminale internazionale: reperimento dei documenti, pianificazione dei viaggi, trasporto, passaggio delle frontiere e gestione dei proventi.

Europol invia esperti in Italia e nel Regno Unito

Durante la fase operativa Europol ha dispiegato due specialisti del proprio European Centre Against Migrant Smuggling direttamente in Italia e nel Regno Unito.

Gli esperti hanno lavorato in collegamento con il quartier generale dell'agenzia, effettuando controlli in tempo reale sui dati raccolti durante le perquisizioni e confrontandoli con le banche dati europee.

L'obiettivo era individuare immediatamente eventuali nuovi collegamenti tra persone, documenti, numeri telefonici e movimenti finanziari.

Dal controllo dei documenti alla rete internazionale

L'inchiesta conferma l'importanza della cooperazione tra le Forze di polizia dei diversi Stati.

Singoli documenti falsi sequestrati in aeroporti o durante controlli apparentemente scollegati possono infatti appartenere a una stessa rete di produzione e distribuzione internazionale.

La condivisione delle informazioni tra le autorità nazionali ha consentito di mettere in relazione i diversi episodi e ricostruire progressivamente la struttura che, secondo gli investigatori, forniva servizi logistici e documentali ai migranti diretti verso il Regno Unito.

Presunzione di innocenza

Le responsabilità penali delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie. Le contestazioni descritte rappresentano il quadro accusatorio emerso nell'ambito delle indagini e gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Fonti consultate per l'articolo
Europol ↗
Comunicazione ufficiale: sei arresti, dieci perquisizioni, 17 Paesi coinvolti, rete di documenti falsi, riciclaggio e proventi illeciti.
RaiNews TGR Emilia-Romagna ↗
Operazione della Polizia di Stato a Bologna, mandato di arresto, quattro perquisizioni e cooperazione con le autorità britanniche.
Sky TG24 ↗
Ricostruzione del meccanismo utilizzato dalla rete, dei 18 aeroporti coinvolti e del percorso attraverso Belfast verso l'Inghilterra.
Corriere di Bologna ↗
Dettagli sulle attività eseguite nel capoluogo emiliano e sul coordinamento investigativo internazionale.
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