IN SINTESI Il confronto sui militari nelle città
Torna al centro del confronto politico il futuro dell'operazione Strade Sicure. La Lega insiste sulla proposta di portare ad almeno 10.000 il numero dei militari impiegati sul territorio nazionale, ma sulla modalità di rafforzamento del dispositivo sono emerse differenti posizioni all'interno della maggioranza.
Il dossier è contenuto nella risoluzione 7-00342, presentata alla Camera nel novembre 2025 dal deputato Eugenio Zoffili e tornata nelle ultime settimane all'esame della Commissione Difesa.
La proposta della Lega
Il testo della risoluzione impegna il Governo ad assumere iniziative per aumentare il contingente di Strade Sicure e rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e nei luoghi sensibili.
Nella discussione parlamentare Zoffili ha indicato l'obiettivo di raggiungere 10.000 militari. Secondo la Lega, l'incremento potrebbe consentire di estendere rapidamente l'operazione anche nelle città oggi non coperte dal dispositivo.
Il Governo punta anche sui Carabinieri
La posizione illustrata dal sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago è differente. Il Governo considera importante Strade Sicure, ma punta anche a rafforzare la presenza dell'Arma dei Carabinieri sul territorio e, progressivamente, a destinare maggiori risorse militari alle funzioni proprie dello strumento militare.
Già ad aprile Perego aveva richiamato il previsto incremento di circa 12.000 unità dei Carabinieri, indicando questa strada come uno degli strumenti per rafforzare il controllo del territorio.
Il punto di confronto non riguarda quindi la prosecuzione di Strade Sicure, ma come rafforzare la sicurezza urbana: aumentando rapidamente il numero dei militari, come chiede la Lega, oppure integrando il dispositivo con nuove forze dell'ordine e una revisione delle modalità di impiego delle Forze Armate.
Il 23 settembre nessun accordo
Nell'ultima fase del confronto il Governo ha proposto una riformulazione della risoluzione, che la Lega non ha accolto.
Zoffili ha confermato la volontà di mantenere l'obiettivo dei 10.000 militari, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno espresso un'impostazione più vicina alla linea indicata dal Ministero della Difesa.
La proposta, quindi, non è ancora stata definitivamente approvata e il dossier resta aperto in Commissione Difesa.








