IN SINTESI Il rinnovo della componente corazzata
Accelera il programma per rinnovare la componente corazzata dell'Esercito Italiano. Il 21 settembre la Direzione degli Armamenti Terrestri ha pubblicato una procedura per l'«approvvigionamento nuovo MBT e derivati» dal valore massimo di 5.143.208.394 euro.
Il passaggio avvicina il programma alla fase contrattuale con Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), la joint venture paritetica costituita dai due gruppi per sviluppare i nuovi mezzi pesanti destinati all'Esercito.
Una procedura da 5,14 miliardi
Il valore pubblicato è superiore ai circa 3,4 miliardi indicati a inizio settembre da Leonardo come ordine di grandezza della fase iniziale del contratto.
La differenza è legata al perimetro più ampio della procedura, che comprende il nuovo carro, le piattaforme derivate e ulteriori prestazioni. La firma definitiva del contratto non risulta ancora annunciata.
Il programma autorizzato ha un valore complessivo stimato di 8,246 miliardi di euro e si sviluppa fino al 2038. Non si parla di 272 carri da combattimento: il piano prevede 132 MBT più 140 mezzi specializzati derivati dalla stessa famiglia.
Dal Panther al nuovo NMBT italiano
Il futuro carro è sviluppato da LRMV sulla base dell'esperienza maturata da Rheinmetall con il KF51 Panther, ma il progetto italiano viene configurato come un nuovo NMBT destinato a soddisfare gli specifici requisiti dell'Esercito.
L'obiettivo è sostituire progressivamente la componente Ariete e ricostituire una moderna capacità pesante, affiancando ai carri anche versioni per recupero, genio e supporto.
In parallelo arrivano 1.050 Lynx
Il programma MBT procede parallelamente all'A2CS – Army Armoured Combat System, del valore programmato di circa 15 miliardi e destinato all'acquisizione complessiva di 1.050 veicoli corazzati.
Per l'A2CS Leonardo e Rheinmetall hanno già ricevuto nel novembre 2025 il primo ordine per 21 mezzi, basati sul Lynx KF41. I primi esemplari sono stati consegnati all'Esercito nel gennaio 2026.
Gran parte delle attività in Italia
La joint venture LRMV ha sede a Roma e quartier generale operativo a La Spezia. Secondo gli accordi industriali, circa il 60% delle attività — comprendenti integrazione, prove, consegne, supporto logistico e parti della produzione e dello sviluppo — sarà svolto in Italia.
Nel complesso, NMBT e A2CS rappresentano un piano industriale e militare superiore ai 23 miliardi di euro, destinato a modificare profondamente la componente corazzata dell'Esercito nei prossimi anni.







