IN SINTESI Come cambia la Difesa italiana
La Difesa italiana accelera sulla trasformazione tecnologica. Il 1° ottobre 2026 il ministro Guido Crosetto è intervenuto davanti alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 2028 sul rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale.
Al centro ci sono minacce ibride, cybersicurezza, droni e sistemi senza equipaggio, ricerca tecnologica e soprattutto una nuova organizzazione capace di integrare le diverse Forze Armate in una logica sempre più interforze e multidominio.
Una Difesa più veloce e tecnologica
Il disegno di legge oggi all'esame del Parlamento punta ad aggiornare rapidamente lo strumento militare rispetto a minacce che cambiano in tempi molto più brevi rispetto ai tradizionali cicli di acquisizione della Difesa.
Tra gli interventi indicati dal Ministero figurano il rafforzamento del contrasto alle minacce ibride, il potenziamento del dominio cyber con la nuova figura dello Specialista Cyber Militare, l'aggiornamento delle norme sui sistemi senza equipaggio e una maggiore integrazione tra Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri.
Il testo interviene inoltre sulla ricerca scientifica e tecnologica e sulle procedure per acquisire nuovi sistemi, introducendo strumenti come il Fast Prototyping per ridurre i tempi tra sperimentazione e impiego operativo.
Crosetto: sull'IA serve una regia unica
Uno dei passaggi più netti dell'audizione ha riguardato l'intelligenza artificiale. Crosetto ha spiegato di avere già inviato una direttiva interna per evitare lo sviluppo frammentato dei sistemi.
«Non è che ogni ufficio si sviluppa la sua intelligenza artificiale», ha osservato il ministro, indicando la necessità di una strategia comune che parta dall'alto.
La questione non riguarda soltanto i costi. Secondo Crosetto, moltiplicare sistemi e agenti di IA senza una governance centrale può rendere più difficile mantenere il pieno controllo degli strumenti utilizzati.
La Difesa sta inoltre lavorando su Large Language Models sovrani, con l'obiettivo di mantenere un maggiore controllo nazionale sulle tecnologie digitali destinate agli impieghi militari e all'analisi delle informazioni.
Cyber, spazio e difesa antimissile
Il nuovo disegno di legge si inserisce in una trasformazione già delineata dal Documento Programmatico Pluriennale 2025-2027. Nel dicembre scorso Crosetto aveva indicato circa 4,4 miliardi di investimenti distribuiti su più annualità per una futura architettura nazionale multilivello contro minacce aeree, missilistiche e, in prospettiva, droni.
L'architettura comprende sistemi di allarme missilistico basati anche sullo spazio, radar avanzati, capacità di difesa aerea, SAMP/T di nuova generazione e sistemi antidrone.
Attenzione quindi ai numeri: i 4,4 miliardi non rappresentano una spesa annuale. Sono invece annuali i circa 500 milioni indicati per cyber e connettività e i circa 200 milioni dedicati alle capacità spaziali, cifre che Crosetto aveva peraltro giudicato insufficienti.
Il Fondo investimenti e i programmi dei prossimi anni
La cornice finanziaria resta legata anche al Fondo investimenti Difesa, rifinanziato con circa 1,5 miliardi di euro l'anno su un orizzonte quindicennale. Le risorse delle annualità future dovranno comunque essere confermate attraverso le successive leggi di bilancio.
La programmazione italiana comprende grandi programmi terrestri, navali, aeronautici, spaziali e digitali. Il Parlamento ha già richiamato una prospettiva superiore ai 130 miliardi di euro di acquisizioni nei prossimi quindici anni, cifra che alimenta anche il confronto politico sulle priorità di spesa e sulla trasparenza degli obiettivi capacitivi.
Sul personale, invece, il Ministero ha chiarito che organici e futura Riserva saranno affrontati con un secondo disegno di legge, perché richiedono coperture finanziarie pluriennali da individuare anche attraverso la legge di bilancio.









