Il 21 ottobre 2026, le proteste degli autotrasportatori contro l’aumento dei prezzi del carburante hanno continuato a creare disagi nel Mezzogiorno. Nonostante un accordo tra il governo e alcune associazioni di categoria, i blocchi sono proseguiti, causando la chiusura temporanea del nodo autostradale tra A1 e A30. Le code hanno raggiunto i 3 chilometri verso Napoli e 2 chilometri in direzione Roma.
Gli effetti delle proteste si sono estesi agli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, rimasti senza rifornimenti di carburante per gli aerei. In Campania, le difficoltà di approvvigionamento hanno colpito distributori e attività commerciali. A Campobasso, un corteo di mezzi pesanti e trattori ha attraversato la città, mentre nei pressi del casello di San Vittore del Lazio, una decina di tir ha causato rallentamenti sulla Casilina.
Il governo aveva annunciato il 20 ottobre misure per oltre un miliardo di euro, destinate a compensare i costi del gasolio e a rinnovare i mezzi. Tuttavia, i presidi in Campania e altre regioni meridionali sono rimasti attivi. Alcuni manifestanti prevedono di continuare la mobilitazione fino al 27 ottobre.






