L’Aeronautica Militare ha partecipato alle celebrazioni per il centenario della Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza Università di Roma, un anniversario che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e dell’industria aerospaziale nazionale.
Le iniziative si sono svolte dal 22 al 24 ottobre 2026, ripercorrendo cento anni di attività scientifica e formativa, dalle origini dell’ingegneria aeronautica italiana fino alle attuali sfide legate all’esplorazione e alla sicurezza dello Spazio.
Alla giornata inaugurale del 22 ottobre ha preso parte il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, insieme a rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Italiana, delle istituzioni e dell’industria di settore.
Conserva: lo Spazio è un dominio strategico per la Difesa
Nel suo intervento, il Generale Conserva ha evidenziato come lo Spazio abbia assunto una rilevanza crescente non soltanto per l’esplorazione scientifica, ma anche per la sicurezza nazionale e per le capacità operative delle Forze Armate.
Le comunicazioni satellitari, la navigazione, il posizionamento e la sorveglianza sono infatti servizi dai quali dipendono numerose attività militari e civili. La loro protezione rappresenta quindi un’esigenza strategica.
Il Capo di Stato Maggiore ha sottolineato la necessità di sviluppare capacità tecnologiche per proteggere le infrastrutture spaziali e garantirne la resilienza, evidenziando il ruolo del personale altamente qualificato e della cooperazione nazionale e internazionale.
Università, ricerca e industria: la collaborazione per le nuove competenze
Uno dei temi centrali delle celebrazioni ha riguardato il rapporto tra Forza Armata, università, centri di ricerca e industria aerospaziale.
L’Aeronautica Militare, che svolge per il Ministero della Difesa un ruolo di riferimento nella componente spaziale, considera la collaborazione con il mondo accademico un elemento fondamentale per sviluppare nuove professionalità e sostenere l’innovazione tecnologica.
Luigi Broglio e il primo satellite italiano
Nel corso degli incontri è stata ricordata la figura del Generale Luigi Broglio, già Preside della Scuola, protagonista dello sviluppo delle prime capacità spaziali italiane.
Il 15 dicembre 1964, con il lancio del satellite San Marco 1 dalla base statunitense di Wallops Island, l’Italia divenne il terzo Paese al mondo a mettere in orbita un proprio satellite, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica.
Questo traguardo rappresenta una delle tappe più significative della storia aerospaziale italiana e testimonia il contributo della Scuola alla crescita scientifica e tecnologica del Paese.
Tre giornate di celebrazioni e la visita a Vigna di Valle
Le iniziative sono proseguite il 23 ottobre con attività dedicate anche agli ex allievi della Scuola, tra i quali rappresentanti dell’Aeronautica Militare distintisi nel campo della ricerca e degli studi aerospaziali.
La giornata conclusiva del 24 ottobre ha coinvolto studenti e cittadini, con l’apertura dei laboratori e iniziative di divulgazione scientifica.
Tra gli appuntamenti anche una visita al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, durante la quale i partecipanti hanno potuto ripercorrere la storia del volo attraverso l’assistenza del personale della Forza Armata.









