L’ondata di occupazioni studentesche in Italia è iniziata a Torino nei primi giorni di ottobre e si è diffusa in diverse città. A Milano, il liceo Tito Livio ha avuto un’occupazione regolata da un accordo con la dirigente scolastica. A Prato, alcune occupazioni si sono concluse dopo incontri con i dirigenti scolastici, mentre il sindaco Matteo Biffoni ha dialogato con gli studenti del liceo Copernico.
Le richieste degli studenti includono il miglioramento della sicurezza e delle condizioni degli edifici scolastici, maggiori finanziamenti all’istruzione e la cancellazione del tetto del 30% per gli studenti stranieri. A Brescia, l’occupazione del liceo Leonardo è terminata rapidamente con l’intervento delle forze dell’ordine. A Palermo, le fonti locali riportano numeri discordanti sul numero di scuole coinvolte.
Secondo Open, la protesta coinvolge centinaia di licei e atenei in tutta Italia, ma le cronache locali forniscono conteggi più circoscritti. La mancanza di un dato ufficiale nazionale rende difficile quantificare l’ampiezza reale del movimento. Gli studenti chiedono anche la riduzione delle spese per viaggi d’istruzione e attività extrascolastiche, sottolineando la necessità di un’istruzione più accessibile.






