2026 – Nel 2026, la questione dell'uranio impoverito continua a suscitare preoccupazioni per la salute dei militari. Recenti studi hanno evidenziato nuovi rischi e la necessità di aggiornare le normative esistenti per garantire una maggiore sicurezza.
Roma, 10 Mar 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Domenico Della Porta – Per dare seguito alle proposte di miglioramento dei livelli della salute e sicurezza e della tutela previdenziale del personale delle Forze armate e del comparto sicurezza, si è chiesto al Governo di avviare un tavolo di concertazione per definire le più efficaci modalità di transizione dal regime vigente a quello che entrerà in vigore dopo l’auspicata approvazione, da parte del prossimo Parlamento, della…L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=59779
Aggiornamento 2026:
Nel corso degli ultimi anni, sono stati fatti progressi significativi nella ricerca sugli effetti dell’uranio impoverito. Tuttavia, la proposta di legge Scanu attende ancora una piena attuazione, mentre il dibattito continua a livello politico e scientifico.







