Per oltre due anni l’INPS ha applicato per errore le nuove aliquote di rendimento anche ad alcune pensioni di vecchiaia dei dipendenti pubblici, quando invece dovevano valere solo per le pensioni anticipate.
Con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026 l’Istituto ha riconosciuto lo sbaglio e avviato il riesame d’ufficio delle posizioni coinvolte.
L’effetto riguarda soprattutto gli iscritti alle ex casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
Secondo le stime circolate sulla stampa, i pensionati interessati sarebbero oltre 80.000 e il totale degli arretrati da restituire supererebbe i 40 milioni di euro.
La riliquidazione sarà automatica, senza domanda da parte degli interessati, e comprenderà arretrati, interessi legali e rivalutazione monetaria.
Il caso si aggiunge ad altri errori recenti nei cedolini INPS, che hanno coinvolto anche migliaia di pensionati con importi pagati in eccesso e poi recuperati.
In pratica, per chi è andato in pensione di vecchiaia dal 2024 in poi, l’assegno dovrebbe essere ricalcolato con le vecchie regole più favorevoli.
Resta comunque un caso pesante, perché mostra un errore tecnico che ha inciso per mesi su assegni già liquidati.
Trump critica Papa Leone XIV: attacco su politica estera e gestione dei confini
Il presidente Trump attacca il Papa su questioni di politica estera e criminalità.









