Ventiquattro ore di attesa prima di pubblicare una nota, per rispetto della famiglia e per non sovrapporsi a un’indagine ancora aperta.
È da qui che USAMi Aeronautica colloca la propria replica dopo le osservazioni seguite alla morte del giovane volontario a Pisa, avvenuta durante il servizio di guardia.
Il sindacato spiega di non aver usato finora il termine suicidio perché la dinamica è ancora al vaglio della magistratura, anche se le prime informazioni riferiscono di una ferita da arma da fuoco. Il punto, però, resta più ampio del singolo caso: tra stress operativo, ore eccedenti e condizioni dei volontari, il disagio nelle Forze Armate continua a riemergere con una frequenza che non consente letture episodiche.
USAMi ricorda che nello stesso ente di Pisa si era già registrato un suicidio nel dicembre 2024 e collega il tema a un quadro più esteso, aggravato anche dal recente caso della soldatessa morta in Puglia.
Per questo il comparto Salute e Sicurezza sta raccogliendo elementi utili, mentre alla famiglia è stato offerto supporto legale e assistenza nelle eventuali fasi processuali. Resta da capire se gli accertamenti confermeranno l’ipotesi più grave: a quel punto, per Pisa e per l’intera catena di comando, il livello dell’attenzione cambierebbe subito.
Pisa, il nodo che l’Aeronautica non può più rinviare
Ventiquattro ore di attesa prima di pubblicare una nota, per rispetto della famiglia e per non sovrapporsi a un’indagine ancora...








