La Marina Militare italiana sta rafforzando la propria capacità operativa lungo tre direttrici principali: maggiore impegno nelle attività NATO nel Mediterraneo, rinnovamento della componente logistica e avvio di un ricambio generazionale del personale.
Nel contesto dell’Alleanza Atlantica, l’Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano nel fianco sud. Tra le attività più rilevanti rientra l’esercitazione Dynamic Manta 2026, dedicata alla guerra antisommergibile e condotta nel Mediterraneo centrale con la partecipazione di dieci Paesi e unità dello SNMG2. Parallelamente, operazioni come Neptune Strike 2026 contribuiscono a rafforzare la deterrenza e la sorveglianza delle principali rotte energetiche e commerciali europee, in un quadro regionale sempre più instabile.
Sul fronte della modernizzazione, a dicembre 2025 Fincantieri ha consegnato la nave di supporto logistico LSS Atlante, seconda unità della classe destinata a operazioni di rifornimento e sostegno. A metà aprile 2026 è entrata in servizio anche la nave Tritone, unità da circa 6.650 tonnellate dotata di moon pool e progettata per operazioni subacquee e impiego di sistemi unmanned, rafforzando le capacità nel dominio sottomarino. Entrambe le piattaforme rientrano nel più ampio programma di aggiornamento della flotta sviluppato in collaborazione con Leonardo.
Il 2026 segna inoltre una fase di transizione per il personale, con circolari emanate a marzo che regolano uscite anticipate per ufficiali e sottufficiali, insieme ad avanzamenti e collocamenti in ausiliaria. Parallelamente, sono stati avviati nuovi reclutamenti, tra cui 105 posti per Guardiamarina e profili specialistici, con selezioni previste ad Ancona. Il ricambio risponde a un’ondata di pensionamenti e punta a rafforzare competenze tecniche e digitali, in linea con le esigenze operative future e con le risorse previste dal DPP 2024-2026.






