Nel tranquillo scenario di un resort svizzero, si sono aperti i colloqui tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar. Le delegazioni hanno delineato una roadmap politica per un accordo entro 60 giorni. Tra i temi discussi, la gestione del conflitto in Libano e una struttura di coordinamento per contenere i combattimenti tra Israele e Hezbollah, oltre a una linea di comunicazione per prevenire incidenti nello Stretto di Hormuz.
Il memorandum preliminare prevede la cessazione delle operazioni militari e la riapertura dello Stretto di Hormuz, con alleggerimenti delle sanzioni Usa sull’export petrolifero iraniano. Si discute anche di un negoziato sul programma nucleare di Teheran sotto la supervisione dell’IAEA. Per l’Iran, sono previste deroghe sulle esportazioni di petrolio, lo sblocco di beni congelati e un piano di ricostruzione.
I mediatori hanno sottolineato che i contatti tecnici proseguiranno per tutta la settimana. Sebbene il processo sia descritto come costruttivo, un’intesa finale appare ancora lontana. Le ripercussioni di un eventuale accordo potrebbero ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente, influenzando anche il ruolo dei Paesi europei, Italia inclusa, sul fronte energetico e di sicurezza regionale.








