Dopo l’approvazione alla Camera dei deputati, la riforma della legge elettorale passa ora al Senato per il proseguimento dell’iter legislativo. La proposta, avanzata dalla coalizione di centrodestra, ha ottenuto 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Il nuovo sistema elettorale prevede un meccanismo proporzionale con un premio di maggioranza: alla coalizione o lista che ottiene oltre il 42% dei voti vengono assegnati seggi aggiuntivi, fino a un massimo di 220 deputati e 113 senatori, escludendo gli eletti all’estero. Le liste bloccate nei collegi plurinominali restano in vigore, mentre i collegi uninominali vengono eliminati, e non è previsto il voto di preferenza. Questo punto ha suscitato dibattiti interni alla maggioranza e tra i partiti, che potrebbero proporre modifiche al Senato. Tra le novità, l’obbligo per le coalizioni di indicare il candidato premier sulla scheda elettorale o nel programma, pena l’inammissibilità della lista. La soglia di sbarramento è fissata al 3%, con un meccanismo che premia il “miglior perdente” sotto soglia all’interno delle coalizioni.
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