Il 30 marzo 2026, un diciassettenne domiciliato nella provincia di Perugia è stato arrestato con una misura cautelare che prevede la custodia in un istituto penale minorile. Questa decisione è stata adottata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, su impulso della Procura minorile della stessa città. L’operazione che ha portato a questo arresto è stata eseguita dai carabinieri del ROS e ha interessato diverse regioni italiane, tra cui Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Nel corso dell’operazione, sono state effettuate sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni in varie province, tra cui Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Le indagini hanno evidenziato un quadro preoccupante legato ai reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di terrorismo. Questo episodio ha sollevato interrogativi sul fenomeno della radicalizzazione tra i giovani in Italia, un tema che continua a destare allerta e preoccupazione tra le autorità e nella società civile.






