Cinque giorni. È il tempo massimo che strutture sanitarie pubbliche e private avranno per caricare referti, dimissioni e prescrizioni nel Fascicolo Sanitario Elettronico una volta erogata la prestazione. Il termine non è nuovo, ma dal 31 marzo diventa vincolante anche per studi medici e poliambulatori dotati di software compatibili — una platea molto più ampia di prima. Il FSE 2.0 nasce federato, non centralizzato: le Regioni gestiscono i propri nodi dentro un’infrastruttura nazionale, scelta che riflette anni di trattative tra Roma e le amministrazioni locali. Per i pazienti cambia qualcosa di concreto: sarà possibile oscurare informazioni sensibili e consultare il registro degli accessi ai propri dati. Il PNRR fissa un’ulteriore scadenza a giugno 2026 per l’adozione attiva in tutte le Regioni — alcune delle quali partono già in ritardo. Quanto la transizione sarà uniforme sul territorio, tra Nord e Sud, resta ancora da vedere.
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