L’incubazione dell’epatite A può arrivare a sette settimane. Questo spiega perché i pronto soccorso laziali abbiano iniziato a riempirsi di casi solo a gennaio e febbraio, mentre il contagio — secondo le ipotesi degli epidemiologi — sarebbe avvenuto durante le feste, con i molluschi crudi sulle tavole di Natale e Capodanno. Il focolaio originario è campano: a Napoli il Cotugno ha registrato decine di ricoveri, le cozze di alcune zone sono state ritirate dal mercato, e la catena ha risalito la costa. Nel Lazio si contano oggi circa 120 casi, la metà concentrati tra le Asl Roma 1 e 2; a Latina la task force provinciale segue un cluster separato con oltre venti persone coinvolte. La Regione parla di situazione sotto controllo e in calo, con numeri in linea con il 2025. Il virus si trasmette per via fecale-orale, guarisce spontaneamente nella grande maggioranza dei casi, ed è prevenibile con un vaccino che in Italia non rientra nel calendario obbligatorio per gli adulti. Se le piogge primaverili rimescoleranno di nuovo i fondali, la stagione dei molluschi crudi è ancora lunga.
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