Un’ombra si allunga sull’economia italiana, e non arriva da Roma. Venti di guerra dal Medio Oriente e possibili dazi americani frenano le prospettive di crescita per il 2026, deprimendo l’export. Le stime, un tempo ottimiste, sono state riviste al ribasso a una forchetta tra lo 0,4% e lo 0,7%, con scenari che non escludono una contrazione in caso di crisi internazionale. A sostenere la fragile crescita restano i consumi e gli investimenti, questi ultimi ancora spinti da un PNRR agli sgoccioli. Ma mentre la macroeconomia rallenta, il carrello della spesa accelera. L’inflazione, trainata da servizi e alimentari, ha toccato a febbraio l’1,6%, erodendo il potere d'acquisto. L’unico vero ossigeno arriva dal mercato del lavoro, che mostra una tenuta inattesa.
Un paradosso che regge il sistema. Ma fino a quando?
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