Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha indicato la possibilità di un ritiro del contingente italiano impegnato nella missione Unifil in Libano, pari a circa 1.300 militari, nel caso in cui la presenza non fosse più considerata utile. L’eventuale decisione verrebbe presa insieme agli altri Paesi che partecipano alla missione. Sono già stati predisposti piani per un rapido rientro in Italia.
Nel sud del Libano l’Italia mantiene un ruolo di primo piano nella forza Onu dispiegata lungo la Linea Blu. La missione opera in una fase di forte tensione tra Hezbollah e Israele, segnata da intensi scambi di fuoco e raid aerei. Negli ultimi giorni non risultano attacchi contro le postazioni italiane. Il mandato di Unifil è stato prorogato fino a dicembre 2026. Sul fronte iracheno è in corso il trasferimento di militari italiani da Erbil e Baghdad verso Giordania, Arabia Saudita e Italia. Una parte consistente del personale è già stata spostata, mentre in Iraq resta un gruppo ristretto in attesa delle ultime autorizzazioni per lasciare il Paese.
Crosetto ha inoltre escluso attacchi diretti iraniani contro l’Italia, richiamando però l’attenzione sul rischio di azioni terroristiche. Per la sicurezza nello Stretto di Hormuz ha rilanciato l’ipotesi di una presenza navale internazionale sotto mandato delle Nazioni Unite.
















