Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lancia l’idea di una “mini-naja” su base volontaria per creare una riserva strategica di circa 10.000 specialisti. L’obiettivo non è un ritorno alla leva obbligatoria, ma la costituzione di un bacino di professionisti (cyber, logistica, sanità) rapidamente mobilitabili in caso di crisi.
A differenza delle recenti mosse di Francia e Germania, il pilastro del modello italiano resta il carattere puramente volontario. Il progetto, che prevede un compenso simbolico, alimenta già il dibattito politico sull’efficacia, i costi e la reale necessità di una forza “on demand” per le Forze Armate.
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