Un video sui social, tono misurato, nessuna parola fuori posto. Così Giorgia Meloni ha scelto di incassare la sua prima sconfitta elettorale in tre anni di governo.
Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si è chiuso con un risultato netto: circa il 54% degli italiani ha votato No. L’affluenza al 58,8% — in un referendum confermativo ex art. 138 Cost., nessun quorum richiesto — racconta comunque un Paese tutt’altro che compatto sulla riforma.
Nel videomessaggio diffuso in serata, Meloni ha definito il voto un’occasione mancata, ribadendo che il governo andrà avanti. I quotidiani l’hanno inquadrata come delusa ma composta, capace di trasformare una disfatta in un messaggio di continuità. La narrativa tiene, almeno nell’immediato.
Dentro la coalizione il clima è più complicato. Il peso simbolico del No ricade principalmente su Fratelli d’Italia, che della riforma aveva fatto un elemento identitario. Le politiche del 2027 non sono lontane come sembrano. Le tensioni strutturali tra magistratura e politica durano in Italia da trent’anni. Un referendum non le chiude.
Si invitano i lettori a visionare la fonte principale dell’articolo al seguente link: bluewin
















