Il Brent sopra i cento euro al barile e il gas naturale in rialzo del sessanta percento stanno spingendo Germania e Francia a testare biofuel e carburanti sintetici per i propri eserciti — non per scelta ecologica, ma per necessità operativa. Hormuz controlla un quinto del petrolio mondiale, e chi dipende da quelle rotte lo sa adesso meglio di prima. In questo quadro l’Agenzia Industria e Difesa ha firmato il 25 febbraio un accordo con RWM Italia — gruppo Rheinmetall — per aggiornare centinaia di migliaia di mine anticarro MATS dello stock dell’Esercito allo standard MK2: maggiore sicurezza, vita operativa estesa, processo industriale snello. Nessun nuovo acquisto, ma un patrimonio esistente reso più efficace a costi contenuti. Israele invece spende: il budget difesa 2026 vale tra i 34 e i 40 miliardi di dollari, un quarto in più rispetto al 2023, con 40.000 riservisti mediamente mobilitati e oltre 200 milioni aggiuntivi per la Cisgiordania. Riforme sospese, ortodossi ancora esentati dalla leva, priorità al riarmo. In Europa benzina e diesel hanno segnato aumenti fino al 34%, con Spagna e Portogallo costretti a tagliare le accise. Quanto durerà la pressione sui prezzi dipende da uno stretto che nessuno, per ora, controlla davvero
Si invitano i lettori a visionare la fonte principale dell’articolo al seguente link: euronews















