Il 10 marzo 2026 è stato dichiarato dagli Stati Uniti come il giorno più intenso di attacchi contro l’Iran nell’ambito dell’operazione Epic Fury. Il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha sottolineato l’importanza di questa giornata, evidenziando il calo degli attacchi iraniani nelle 24 ore precedenti. Le forze statunitensi hanno colpito oltre 5.000 obiettivi, distruggendo più di 50 navi della marina iraniana.
Il Presidente Donald Trump ha avvertito che se l’Iran tenterà di bloccare il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti risponderanno con forza venti volte superiore. L’operazione mira a colpire la capacità missilistica, navale e di droni dell’Iran, come spiegato dal Generale Dan Caine, oltre a prevenire attacchi futuri contro gli Stati Uniti e i suoi alleati.
Gli attacchi aerei hanno preso di mira importanti infrastrutture militari iraniane, tra cui la sede del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Teheran e siti a Isfahan. Inoltre, un incendio è stato segnalato nel Complesso Industriale di Ruwais ad Abu Dhabi a seguito di un attacco con droni. L’operazione Epic Fury, iniziata il 28 febbraio 2026, continua a focalizzarsi sulla leadership iraniana e sulle sue capacità militari.












