Non una semplice simulazione, ma un test a tutto tondo per essere pronti a tutto. Si è conclusa nel Nord Italia l’esercitazione “Prometeo 2026”, che per cinque settimane ha visto oltre 500 militari dell’Esercito confrontarsi con le sfide più moderne del combattimento. L’obiettivo: prepararsi a scenari ad alta intensità, dove la guerra si combatte non solo sul terreno, ma anche nello spazio cibernetico.
A guidare le operazioni è stato il 62° Reggimento Fanteria “Sicilia”, affiancato da numerose unità specialistiche, dagli alpini agli artiglieri, fino ai genieri. Sul campo sono state testate le tattiche di combattimento più attuali, dalla guerra ibrida alla difesa contro le minacce informatiche.
Elemento chiave dell’esercitazione sono stati i team anti-carro, che hanno simulato l’uso dei moderni missili a lungo raggio Spike per neutralizzare veicoli corazzati nemici, il tutto in stretto coordinamento con gli elicotteri di supporto. Seguendo i più rigorosi standard NATO, “Prometeo 2026” ha confermato l’elevato livello di prontezza e interoperabilità delle nostre Forze Armate.
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