I mercati dell’energia hanno riacceso l’allarme dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran.
Il Brent ha superato i 102 dollari al barile e il WTI è salito oltre 104 dollari, spinti dall’annuncio americano di un blocco navale legato allo Stretto di Hormuz.
La misura colpisce uno dei punti più sensibili per il commercio mondiale di petrolio.
Washington attribuisce lo strappo al mancato accordo sul programma nucleare iraniano, mentre la Casa Bianca valuta anche ulteriori opzioni militari.
Il rialzo si inserisce in un mercato già sotto pressione, aggravato dal calo della produzione OPEC e dai timori di nuove interruzioni dell’offerta.
Alcuni analisti frenano però l’allarme, ricordando che i prezzi restano sotto i massimi toccati nelle fasi più dure della crisi.
Il segnale, intanto, è netto: quando si muove Hormuz, si scuote l’intero equilibrio energetico globale.
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