Il presidente Donald Trump ha dichiarato che un ritiro delle forze statunitensi dall’Iran avverrà “nel prossimo futuro”, pur specificando che il momento non è ancora arrivato. L’annuncio giunge mentre l’operazione militare “Epic Fury”, giunta alla sua terza settimana, continua a espandersi in tutto il Medio Oriente.
Durante un incontro alla Casa Bianca, Trump ha rivendicato il successo della campagna, sostenendo la distruzione di gran parte delle capacità militari iraniane, inclusa la marina e i sistemi missilistici. Secondo i dati da lui forniti, sarebbero stati colpiti oltre 7.000 obiettivi, neutralizzando quasi totalmente la minaccia balistica e da droni del paese.
Tuttavia, queste dichiarazioni contrastano con un’escalation sul campo. Israele ha confermato l’uccisione di due figure di vertice del regime iraniano, tra cui il capo della sicurezza Ali Larijani. Contemporaneamente, Teheran prosegue i suoi attacchi contro basi americane e alleati regionali, causando vittime tra le truppe statunitensi e colpendo infrastrutture civili, come l’aeroporto di Dubai. Il conflitto sta inoltre generando conseguenze economiche, con il blocco dello Stretto di Hormuz che ha spinto il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, e dissensi interni all’amministrazione. Un alto funzionario, il direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso in disaccordo con la gestione della guerra, mentre dal Congresso emergono richieste per una chiara strategia di uscita.
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