Un’inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph ha rivelato la costruzione di almeno 10 basi segrete da parte della Russia per droni d’attacco a lungo raggio. Queste strutture si trovano lungo i confini con Ucraina e Bielorussia e in territori ucraini occupati. Le basi ospitano complessivamente 59 nuove rampe di lancio su rotaia per droni kamikaze di nuova generazione, varianti a reazione dei Geran-4 e Geran-5.
Le immagini satellitari e i documenti trapelati suggeriscono che la portata di questi droni consente di colpire profondamente l’Ucraina e, potenzialmente, capitali e infrastrutture di Paesi Nato come Varsavia. Alcuni media ipotizzano che la gittata massima possa estendersi fino al sud Italia. Tra le località identificate ci sono l’aeroporto di Shatalovo nella regione di Smolensk e diverse basi nella regione di Bryansk.
Altre basi sono state individuate nel campo d’aviazione di Khalino nella regione di Kursk, l’aeroporto di Millerovo nel Rostov, e la base aerea di Primorsko-Akhtarsk sul Mar d’Azov. Nei territori occupati, l’aeroporto di Donetsk e le strutture in Crimea come l’aeroporto di Kacha e Capo Chauda sono parte di questa rete. Non ci sono evidenze di basi russe per droni costruite sul territorio italiano, ma la minaccia riguarda la capacità di proiezione a distanza.
Approfondimenti
Questa espansione delle basi segrete droni Russia solleva interrogativi sulla strategia militare di Mosca e le sue implicazioni geopolitiche.
Implicazioni Strategiche delle Basi Segrete
La costruzione di basi segrete per droni da parte della Russia lungo i confini con Ucraina e Bielorussia rappresenta un significativo sviluppo strategico. Queste strutture non solo aumentano la capacità offensiva della Russia, ma rafforzano anche la sua posizione di deterrenza nella regione. La presenza di 59 rampe di lancio per droni a lungo raggio indica un potenziale di attacco esteso, che potrebbe influenzare le dinamiche di sicurezza in Europa orientale. Sebbene non ci siano indicazioni di un imminente attacco contro la Polonia o altri Paesi NATO, la capacità di proiezione a distanza di questi droni potrebbe essere percepita come una minaccia latente, influenzando le politiche di difesa dei Paesi confinanti.
La Tecnologia dei Droni e le Capacità Operative
I droni ospitati nelle basi segrete droni Russia sono descritti come modelli avanzati, con propulsione a reazione e capacità di colpire obiettivi a lungo raggio. Questa tecnologia avanzata consente alla Russia di eseguire operazioni militari con maggiore precisione e rapidità. Le immagini satellitari e i documenti riservati suggeriscono che le basi potrebbero ospitare oltre 1.000 droni contemporaneamente, un numero che sottolinea l’importanza strategica di queste installazioni. La capacità di lanciare attacchi a lungo raggio potrebbe essere utilizzata non solo per operazioni offensive, ma anche per missioni di sorveglianza e ricognizione, ampliando ulteriormente il raggio d’azione delle forze armate russe.
Reazioni Internazionali e Considerazioni di Sicurezza
La scoperta delle basi segrete droni Russia ha suscitato preoccupazioni tra i Paesi NATO e altre nazioni europee. Sebbene non ci siano prove concrete di un piano d’attacco diretto, la presenza di queste strutture vicino ai confini NATO è vista come un potenziale rischio per la sicurezza regionale. Le autorità internazionali potrebbero intensificare le misure di sorveglianza e difesa per monitorare le attività russe e prevenire eventuali escalation. Inoltre, la comunità internazionale potrebbe cercare di avviare dialoghi diplomatici per ridurre le tensioni e promuovere la stabilità nella regione.








