Basta copiare e incollare una riga di testo per consegnare il proprio computer a un gruppo di hacker legato ai servizi militari russi. È il meccanismo descritto dall’agenzia ucraina per la sicurezza informatica, il CERT-UA, in un avviso tornato al centro dell’attenzione tra il 17 e il 19 luglio 2026.
Come funziona l’inganno
La tecnica è nota come ClickFix. All’utente compare una finta schermata di verifica anti-robot, il classico CAPTCHA. Per “dimostrare di non essere un robot” gli viene chiesto di incollare un comando nel terminale del computer. Quel comando, in realtà, avvia il download di programmi dannosi. Le trappole vengono diffuse anche attraverso siti compromessi, file scaricati da reti di condivisione e messaggistica.
Dietro la campagna, secondo il CERT-UA, c’è il gruppo indicato con la sigla UAC-0145, più conosciuto come Sandworm. Si tratta di una struttura ricondotta dai ricercatori all’intelligence militare russa, già associata in passato ad attacchi contro infrastrutture critiche. L’obiettivo attuale è lo spionaggio: raccogliere dati e mantenere un accesso stabile ai dispositivi delle vittime in Ucraina.
Perché la notizia riguarda anche l’Italia
L’avviso elenca diversi programmi usati per il controllo dei sistemi, comprese componenti capaci di colpire anche i telefoni. Le infezioni sono cresciute nella primavera e nell’estate del 2026. La tecnica del finto CAPTCHA non è esclusiva del contesto ucraino: è uno schema che si sta diffondendo a livello internazionale e che può colpire chiunque, anche fuori dai teatri di guerra.
Il caso mostra come il conflitto in Ucraina abbia una dimensione cibernetica costante, parallela a quella militare. Per gli utenti la difesa passa da una regola semplice: nessuna verifica anti-robot legittima chiede di incollare comandi nel proprio computer. Il CERT-UA continuerà a diffondere indicatori tecnici per aiutare aziende e amministrazioni a riconoscere e bloccare gli attacchi.








