IN SINTESI
Incendi boschivi, pressione ancora alta
Elva sotto controllo
2.500 m² interessati
9.807 ore in Piemonte
È entrato nella fase di bonifica l'incendio boschivo divampato il 23 agosto a Elva, in provincia di Cuneo. Il rogo, sviluppatosi in una zona particolarmente impervia dell'alta Valle Maira, ha interessato circa 2.500 metri quadrati di bosco ed è stato riportato sotto controllo grazie all'intervento congiunto delle squadre a terra e del supporto aereo.
L'episodio arriva nel pieno di una campagna antincendio molto impegnativa. In Piemonte le ore di intervento dei Vigili del Fuoco tra maggio e agosto sono salite a 9.807, oltre sei volte il dato del 2025, mentre sul Gargano sono stati inviati specialisti DOS dal Veneto per rafforzare il coordinamento delle operazioni.
Elva: il rogo è ora sotto controllo
L'allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 23 agosto sopra borgata Chiosso, nel territorio comunale di Elva. La zona interessata è difficilmente raggiungibile e ha reso complesse fin dalle prime ore le operazioni di spegnimento.
Sul posto hanno operato i Vigili del Fuoco insieme alle squadre AIB della Valle Maira, con il coordinamento del sistema regionale e il supporto di un elicottero regionale.
Le fiamme risultano domate e l'area è entrata nella fase di bonifica. Il presidio prosegue per verificare l'eventuale presenza di sacche di calore nel sottosuolo che potrebbero favorire una ripresa dell'incendio.
L'area interessata è di circa 2.500 metri quadrati. Tra le ipotesi sulle cause viene indicata la possibile caduta di un fulmine durante i temporali dei giorni precedenti, ma l'origine dovrà essere definita dagli accertamenti.
Squadre a terra e mezzi aerei: la risposta integrata
Gli incendi boschivi in zone montane o difficilmente accessibili richiedono spesso l'impiego simultaneo di personale a terra e mezzi aerei.
Sul Gargano rinforzi dal Veneto
Anche sul Gargano la pressione degli incendi ha richiesto il rafforzamento del dispositivo operativo.
Dal 17 agosto due Direttori delle Operazioni di Spegnimento della Direzione interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige sono stati inviati per una settimana in provincia di Foggia.
Il loro compito è coordinare le operazioni che prevedono l'impiego di mezzi aerei, tra cui elicotteri e Canadair.
Il 21 agosto i due DOS sono stati impegnati nell'incendio sviluppatosi in località Campolato, nel territorio di San Giovanni Rotondo. Le fiamme, partite da campi e da un'area boschiva, si stavano propagando verso alcune abitazioni.
L'azione coordinata delle squadre e dei mezzi aerei ha consentito di contenere l'avanzata del fronte.
Piemonte, ore di intervento oltre sei volte il 2025
Il dato più significativo sul carico operativo arriva dal Piemonte. Tra maggio e agosto 2026 i Vigili del Fuoco hanno effettuato 1.443 interventi per incendi boschivi e di vegetazione.
Il numero supera già il dato dell'intera stagione 2025, quando gli interventi erano stati 889.
Il confronto più netto riguarda proprio le ore di attività: nel 2025 erano state 1.607, mentre nel 2026 hanno raggiunto quota 9.807 nello stesso quadro statistico diffuso a metà agosto.
Dal mese di luglio, inoltre, la sala operativa della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte ha coordinato 43 interventi per incendi boschivi.
Una campagna che prosegue fino a ottobre
La campagna nazionale antincendio boschivo 2026 è iniziata il 15 giugno e proseguirà fino al 15 ottobre. Il dispositivo coinvolge Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Regioni e altre strutture operative con l'obiettivo di rafforzare prevenzione, coordinamento e capacità di risposta.
Nel pieno della stagione estiva, gli interventi di Elva e del Gargano mostrano due aspetti diversi dello stesso problema: da un lato la necessità di operare in aree montane difficili da raggiungere, dall'altro il bisogno di spostare rapidamente personale specializzato tra regioni quando il numero dei roghi aumenta.
La fase di spegnimento, inoltre, non conclude automaticamente l'emergenza. Dopo la riduzione delle fiamme resta infatti il lavoro di bonifica e monitoraggio, necessario per evitare che focolai nascosti possano riattivarsi.
L'incendio di Elva è stato riportato sotto controllo, ma la pressione sul dispositivo antincendio resta elevata. Il forte aumento dell'attività in Piemonte e l'invio di DOS dal Veneto verso il Gargano mostrano quanto la campagna 2026 stia richiedendo continuità operativa, coordinamento e mobilità delle risorse.










