IN SINTESI
Cosa è successo al carcere di Torino
Evasione sventata
Agente spintonata
Allarme sicurezza
Ha iniziato improvvisamente a correre verso il corpo di guardia blindato, tentando di raggiungere l'uscita del carcere. Il tentativo di evasione avvenuto il 20 agosto alla Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino è stato però fermato dalla pronta reazione degli agenti della Polizia Penitenziaria.
Il personale ha chiuso immediatamente grate e porte pedonali, impedendo al detenuto di raggiungere l'esterno. Durante le fasi più concitate, l'uomo ha anche spintonato un'agente, prima di essere definitivamente bloccato e riportato all'interno dell'istituto.
Il tentativo di fuga verso l'ingresso principale
Secondo la ricostruzione resa nota dal SAPPE, l'episodio si è verificato nella tarda mattinata.
Il detenuto ha improvvisamente iniziato a correre verso il Block House, il corpo di guardia blindato situato in prossimità dell'ingresso principale, tentando di raggiungere l'uscita.
Gli agenti hanno reagito chiudendo immediatamente le grate e le porte pedonali. Il detenuto avrebbe quindi cercato di forzare gli accessi e, nel tentativo di proseguire, avrebbe spintonato una poliziotta penitenziaria.
L'uomo, descritto dal sindacato in evidente stato di agitazione, avrebbe continuato a spingere e tentare di aprire le porte già chiuse. L'intervento del personale ha consentito di riportarlo all'interno dell'istituto senza che riuscisse a guadagnare l'esterno.
Il SAPPE: servono più strumenti e sicurezza
Il SAPPE ha attribuito alla professionalità e alla rapidità degli agenti il mancato completamento dell'evasione.
Il sindacato chiede però che la sicurezza non dipenda esclusivamente dalla capacità di reazione del personale, sollecitando rinforzi di organico, sistemi di sicurezza efficienti e strumenti di autodifesa adeguati alle caratteristiche del lavoro penitenziario.
Nei giorni successivi altre tensioni
Il tentativo di evasione non è rimasto un episodio isolato nel quadro delle criticità registrate nello stesso istituto.
Il 24 agosto l'Osapp ha segnalato tre aggressioni verificatesi nell'arco di 24 ore. Secondo il sindacato, il numero complessivo delle aggressioni ai danni degli agenti dall'inizio del 2026 è così salito a 55.
Sono dati di fonte sindacale, ma descrivono un clima di forte pressione operativa e hanno riacceso le richieste di interventi urgenti sul fronte della sicurezza e del personale.
Nel corso dell'estate il carcere torinese è stato interessato da diversi eventi critici. Il 4 agosto, ad esempio, un altro detenuto era riuscito a fuggire dopo una visita all'ospedale San Giovanni Bosco, aggredendo gli agenti di scorta prima di essere rintracciato e arrestato poche ore dopo.
Già il 3 agosto un detenuto si era inoltre arrampicato su una struttura dell'istituto durante una protesta, rendendo necessario anche l'intervento dei Vigili del Fuoco.
Il nodo del sovraffollamento
Il contesto riguarda anche le condizioni strutturali della Lorusso e Cutugno. Il monitoraggio del Garante dei diritti delle persone private della libertà della Città di Torino aveva già evidenziato nel 2026 una presenza di detenuti superiore alla capienza regolamentare, insieme a criticità organizzative e carenze di personale.
Il tema è tornato al centro dell'attenzione pochi giorni prima del tentativo di evasione. Dopo una visita alla struttura, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha parlato di circa 400 detenuti oltre la capienza e di un istituto che necessita di interventi.
Sovraffollamento e carenza di organico non possono essere indicati automaticamente come causa diretta del singolo tentativo di evasione. Sono però elementi che sindacati e istituzioni locali collegano da tempo alle difficoltà operative quotidiane dell'istituto.
La sicurezza affidata agli agenti in prima linea
Nel caso del 20 agosto il sistema di sicurezza ha retto grazie alla rapidità con cui il personale ha individuato il pericolo, chiuso gli accessi e impedito al detenuto di raggiungere l'esterno.
È proprio questo l'aspetto sul quale si concentra la denuncia sindacale: l'intervento degli agenti ha evitato l'evasione, ma la capacità del personale di reagire a un evento improvviso non può diventare l'unica barriera contro situazioni di questo tipo.
Le richieste riguardano quindi non soltanto nuove unità, ma anche dotazioni, sistemi di sicurezza, organizzazione dei servizi e strumenti adeguati a gestire episodi violenti o tentativi di fuga.
Alla Lorusso e Cutugno il tentativo di evasione del 20 agosto è stato sventato grazie all'intervento immediato della Polizia Penitenziaria. Gli episodi registrati nei giorni successivi mostrano però che il tema va oltre il singolo caso: il nodo resta garantire agli agenti personale, sicurezza e strumenti adeguati in un istituto già segnato da sovraffollamento e frequenti eventi critici.










