IN SINTESI
Il messaggio di SILMM Marina
Contratto 2025–2027
Responsabilità
Riconoscimento
Nel confronto sul rinnovo contrattuale 2025–2027 è stata richiamata più volte una parola: responsabilità.
Responsabilità verso lo Stato. Responsabilità verso l'Amministrazione. Responsabilità verso il Paese. Ma per SILMM Marina il punto è un altro: quella responsabilità il personale militare la dimostra già ogni giorno, molto prima di sedersi davanti a un tavolo contrattuale.
Un contratto che ha diviso il fronte militare
L'accordo per il rinnovo del Comparto Sicurezza e Difesa relativo al triennio 2025–2027 è stato sottoscritto il 15 luglio 2026.
La chiusura del negoziato, però, non ha prodotto un consenso uniforme nel mondo delle rappresentanze militari. Diverse organizzazioni hanno scelto di non sottoscrivere l'accordo, contestando soprattutto l'adeguatezza delle risorse e la mancanza di risposte considerate sufficienti su specificità, previdenza e condizioni professionali.
Per la Marina il sacrificio ha caratteristiche particolari
Per il personale della Marina Militare il concetto di disponibilità assume spesso una dimensione ancora più evidente.
Navigazioni, imbarchi, turnazioni, servizi di guardia e trasferimenti possono significare giorni o settimane lontano da casa, con una vita familiare costretta ad adattarsi continuamente alle esigenze operative.
Non è una contestazione della missione militare: quella disponibilità fa parte della professione scelta. Il tema sindacale è capire se alla specificità dei sacrifici richiesti corrisponda un riconoscimento economico, previdenziale e professionale realmente adeguato.
La responsabilità non può funzionare in una sola direzione
È qui che SILMM sposta il centro del ragionamento.
La responsabilità non può essere considerata soltanto un dovere individuale del militare, da richiamare quando viene chiesto di accettare un contratto, una nuova destinazione, un turno o un ulteriore sacrificio.
Se al personale viene domandata responsabilità nei confronti dello Stato, anche lo Stato e l'Amministrazione devono interrogarsi sulla responsabilità verso il proprio personale.
Retribuzioni, previdenza, mobilità, tutela delle famiglie e riconoscimento della specificità diventano così parti dello stesso rapporto.
SILMM Marina ha partecipato insieme ad altre organizzazioni alla mobilitazione nazionale del 18 luglio, nata anche dalla contestazione delle condizioni economiche e previdenziali proposte al personale del comparto.
La scelta espressa dal fronte sindacale critico non è stata presentata come un rifiuto della responsabilità, ma esattamente al contrario: come la volontà di esercitare la propria funzione di rappresentanza chiedendo risposte considerate più adeguate per il personale.
La domanda adesso cambia
Il punto, allora, non è più chiedere ai militari se siano disponibili a dimostrare ancora una volta il proprio senso del dovere.
Quella risposta viene già data quotidianamente nei reparti, sulle navi, durante le guardie, nelle missioni, nei trasferimenti e nelle ore sottratte alla propria vita privata.
La domanda diventa un'altra:
Perché il senso di responsabilità non può diventare una formula da utilizzare soltanto quando arriva il momento di chiedere al personale di accettare ancora qualcosa.
Deve esistere anche quando è il momento di riconoscere il valore del servizio, dei sacrifici e della specificità della professione militare.










