IN SINTESI
A che punto è il rinnovo 2025-2027
Il rinnovo contrattuale dei Vigili del Fuoco per il triennio 2025-2027 resta uno dei dossier aperti del pubblico impiego. Il negoziato è iniziato ufficialmente a febbraio e riguarda oltre 35.000 appartenenti al Corpo, ma a fine agosto non risulta ancora formalizzata nelle fonti istituzionali una nuova intesa definitiva.
La trattativa è partita a febbraio
Il nuovo ciclo negoziale è stato aperto ufficialmente il 19 febbraio 2026 a Palazzo Vidoni, alla presenza del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, dei rappresentanti del Ministero dell'Economia e delle organizzazioni sindacali.
L'apertura è arrivata a circa un anno dalla sottoscrizione dell'accordo relativo al precedente triennio 2022-2024, firmato il 20 febbraio 2025.
Il Governo aveva indicato fin dall'avvio l'obiettivo di condurre un confronto rapido, proprio per evitare i lunghi ritardi che in passato hanno caratterizzato numerosi rinnovi del pubblico impiego.
L'apertura del negoziato non equivale alla firma del contratto. Al 28 agosto 2026, nelle fonti ufficiali del Ministero dell'Interno e del Corpo nazionale consultate non risulta ancora pubblicata una sottoscrizione definitiva dell'accordo relativo al triennio 2025-2027.
Perché il contratto dei Vigili del Fuoco è diverso
Il personale dei Vigili del Fuoco viene spesso accomunato a quello della Sicurezza e della Difesa per la natura delle funzioni svolte, ma il sistema negoziale non è identico.
Questo significa che una firma raggiunta nel comparto Sicurezza-Difesa non determina automaticamente la chiusura del rinnovo dei Vigili del Fuoco.
Quali questioni deve affrontare il nuovo contratto
Il rinnovo non riguarda soltanto l'incremento dello stipendio tabellare. Come avviene normalmente nelle tornate negoziali, il confronto può incidere su una serie di istituti economici e normativi collegati alle particolari condizioni di lavoro del Corpo.
Il precedente contratto è stato chiuso nel febbraio 2025
Il rinnovo relativo al triennio precedente era stato sottoscritto il 20 febbraio 2025 a Palazzo Vidoni.
Quell'accordo interessava circa 36.000 unità di personale non dirigente e circa 1.800 appartenenti al personale direttivo e dirigente.
Il fatto che il nuovo tavolo sia stato aperto esattamente un anno dopo è stato presentato dal Governo come un tentativo di garantire maggiore continuità alla contrattazione e ridurre il rischio di rinnovi conclusi quando il periodo economico di riferimento è ormai terminato.
Il nodo degli aumenti reali
Per il personale, l'aspetto più atteso resta naturalmente quello economico. Tuttavia, senza un testo definitivo dell'accordo è necessario evitare di presentare come certi aumenti netti per qualifica che non siano stati ancora formalizzati.
Le risorse stanziate per i rinnovi del pubblico impiego costituiscono la base finanziaria della trattativa, ma la loro distribuzione tra stipendio, indennità e altri istituti viene definita soltanto al termine del negoziato.
Per questo il dato davvero rilevante sarà il valore finale degli incrementi e, soprattutto, la loro capacità di recuperare almeno in parte la perdita di potere d'acquisto accumulata negli ultimi anni.
Non solo stipendio: il peso delle condizioni operative
Per i Vigili del Fuoco il rinnovo assume una rilevanza particolare perché riguarda lavoratori sottoposti a servizi di emergenza, esposizione al rischio, turni notturni e festivi e disponibilità operativa.
Il contratto diventa quindi anche lo strumento attraverso cui valorizzare economicamente attività che non possono essere misurate soltanto attraverso lo stipendio tabellare.
È su questo terreno che il confronto sulla specificità del Corpo assume un peso particolare: il principio è già riconosciuto dalla legislazione, ma la sua traduzione economica dipende dalle risorse effettivamente destinate ai diversi istituti.
Cosa succede adesso
Il prossimo passaggio da seguire sarà la prosecuzione del confronto tra Governo e organizzazioni rappresentative fino alla definizione dell'intesa.
Solo con il testo conclusivo sarà possibile stabilire con precisione quanto aumenteranno le retribuzioni, quali indennità saranno modificate e da quando decorreranno concretamente gli effetti economici.
L'obiettivo dichiarato dal Governo all'apertura del tavolo era quello di arrivare a un confronto rapido. A fine agosto, tuttavia, il rinnovo rappresenta ancora una partita aperta per oltre 35.000 Vigili del Fuoco.
La procedura negoziale per il triennio 2025-2027 risulta avviata dal 19 febbraio. Nelle fonti istituzionali consultate non compare ancora una firma definitiva del nuovo accordo: per conoscere aumenti, indennità e decorrenze effettive occorrerà quindi attendere la conclusione formale della trattativa.










