IN SINTESI Cosa potrebbe cambiare per chi si muove a piedi Non è ancora legge 13 settembre Alta visibilità +
Il futuro Codice della Strada potrebbe introdurre per i pedoni l'obbligo di rendersi maggiormente visibili quando camminano sulla carreggiata in determinate condizioni di pericolo. Tra le soluzioni previste compaiono giubbotti e bretelle retroriflettenti, ma anche dispositivi luminosi alternativi.
La precisazione fondamentale è però una: al 6 settembre 2026 la nuova regola non è ancora in vigore. Fa parte del testo-base elaborato nell'ambito della revisione complessiva del Codice e attualmente sottoposto al confronto con operatori e associazioni.
Quando potrebbe diventare obbligatorio
La novità non imporrebbe ai pedoni di indossare sempre un giubbotto ad alta visibilità. L'obbligo sarebbe collegato a situazioni nelle quali una persona che cammina sulla carreggiata rischia di essere difficilmente individuabile dagli automobilisti.
Non soltanto il classico giubbotto riflettente
Uno degli aspetti più interessanti della proposta riguarda le alternative. Il testo-base non obbligherebbe infatti necessariamente il pedone a utilizzare il classico giubbotto retroriflettente già conosciuto dagli automobilisti.
Perché la proposta riguarda anche il giorno
La logica della disposizione non è legata semplicemente alla distinzione tra giorno e notte, ma alla visibilità effettiva del pedone.
Una persona che percorre a piedi una strada extraurbana senza illuminazione può risultare difficile da individuare per chi sopraggiunge in automobile. Una situazione simile può però verificarsi anche in pieno giorno all'interno di una galleria oppure durante un temporale intenso, con nebbia fitta o neve.
La futura norma punta quindi a rendere il pedone riconoscibile con maggiore anticipo, aumentando il tempo a disposizione del conducente per rallentare o adottare una manovra di sicurezza.
La distinzione è importante per evitare equivoci. Il testo in circolazione è ancora una proposta di riforma. Non significa quindi che da oggi un pedone possa essere multato perché cammina senza giubbotto riflettente nelle condizioni descritte dalla futura disciplina.
Il nuovo Codice è ancora in fase di consultazione
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una revisione molto ampia del Codice della Strada e ha trasmesso i materiali di lavoro a oltre cento soggetti tra associazioni, operatori ed enti interessati.
La fase attuale serve proprio a raccogliere osservazioni e proposte di modifica. Il termine indicato è il 13 settembre 2026. Solo successivamente il testo dovrà essere affinato e proseguire nel previsto percorso normativo.
Cosa vale nel frattempo
Fino a quando la revisione non sarà definitivamente approvata, continua ad applicarsi l'attuale Codice della Strada, compreso l'articolo 190 che disciplina il comportamento dei pedoni.
Tra le regole già vigenti figurano l'obbligo di utilizzare marciapiedi e spazi riservati quando disponibili e, in loro assenza, di procedere sul margine della carreggiata evitando di creare intralcio. Fuori dai centri abitati, sulle strade prive di illuminazione, nelle ore notturne i pedoni devono inoltre procedere in fila unica.
Non esiste invece oggi un obbligo generale di indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti. La nuova disciplina potrebbe aggiungere proprio questo ulteriore livello di protezione, ma contenuto e formulazione possono ancora cambiare.
Il futuro Codice della Strada potrebbe quindi cambiare anche le abitudini di chi si muove a piedi: giubbotto, bretelle o sistemi luminosi potrebbero diventare necessari sulla carreggiata quando la visibilità è ridotta. Per il momento, però, nessun nuovo obbligo è entrato in vigore: il primo appuntamento da seguire è la conclusione della consultazione del 13 settembre 2026.










