IN SINTESI L'ultima escalation tra Russia e Ucraina 2 morti a Kyiv 12 feriti Raid anche in Russia +
Gli attacchi russi dell'11 settembre hanno colpito due stazioni di servizio a Kyiv, provocando due morti e dodici feriti.
Tra i feriti è stato segnalato anche un bambino, mentre uno degli impianti sarebbe stato colpito due volte.
Nelle stesse ore l'Ucraina ha effettuato nuovi attacchi con droni in territorio russo: sono state segnalate vittime nelle regioni di Tula e Kursk.
Kyiv continua inoltre a colpire infrastrutture petrolifere russe, trasformando l'energia in uno dei fronti strategici della guerra.
L'IEA ha ulteriormente ridotto le previsioni sulla produzione petrolifera russa, collegando il calo anche agli attacchi contro raffinerie e infrastrutture energetiche.
Nuova giornata di attacchi incrociati nella guerra tra Russia e Ucraina. Alla sera dell'11 settembre 2026, il bilancio più recente vede vittime sia a Kyiv sia sul territorio russo, mentre cresce il peso della guerra contro le infrastrutture energetiche.
Raid russi su Kyiv: colpite due stazioni di servizio
L'ultimo episodio dell'escalation ha interessato direttamente Kyiv. Secondo le informazioni disponibili alla sera dell'11 settembre, droni russi hanno colpito due stazioni di servizio della capitale ucraina.
Il bilancio riportato è di due persone uccise e dodici ferite. Tra i feriti è stato segnalato anche un bambino. Uno degli impianti sarebbe stato colpito una seconda volta dopo il primo attacco.
Gli attacchi si inseriscono in una fase nella quale la Russia ha intensificato l'utilizzo di droni, compresi sistemi più veloci e difficili da intercettare, contro città e infrastrutture ucraine.
La guerra dei droni sta aumentando la pressione sulla popolazione civile e sui servizi essenziali. Nelle ultime settimane Kyiv ha dovuto affrontare attacchi ripetuti, allarmi aerei e conseguenze sulle reti logistiche e sulle infrastrutture.
L'Ucraina colpisce in profondità sul territorio russo
Nelle stesse ore si sono registrati attacchi ucraini oltre confine. Le autorità russe hanno riferito di due morti nella regione di Tula e di una vittima nella regione di Kursk.
L'Ucraina sta utilizzando sempre più frequentemente droni a lungo raggio per colpire obiettivi situati a centinaia di chilometri dalla linea del fronte.
La strategia punta soprattutto a ridurre la capacità logistica ed economica russa, con particolare attenzione agli impianti collegati alla produzione e alla trasformazione di petrolio e carburanti.
Il petrolio è diventato uno dei fronti principali della guerra
Tra gli obiettivi segnalati negli attacchi dell'11 settembre figurano infrastrutture energetiche nelle regioni russe di Saratov e Volgograd e in altre aree del Paese.
La pressione sulle raffinerie russe ha ormai conseguenze che vanno oltre il singolo attacco. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha ulteriormente ridotto le proprie stime sulla produzione petrolifera russa proprio alla luce dei danni provocati dalla campagna ucraina contro il settore energetico.
L'IEA ha ridotto la previsione della produzione russa di greggio per il 2026 a circa 8,7 milioni di barili al giorno e quella per il 2027 a circa 8,6 milioni. Ad agosto la produzione russa era già scesa a circa 8,36 milioni di barili al giorno.
La guerra dei droni cambia il campo di battaglia
La caratteristica più evidente di questa fase del conflitto è la crescente distanza tra il punto di lancio e l'obiettivo. I droni consentono a entrambe le parti di portare la guerra ben oltre la linea del fronte.
Per Mosca questo significa mantenere sotto pressione città, reti energetiche e infrastrutture ucraine. Per Kyiv significa poter colpire raffinerie, depositi e strutture industriali che alimentano economicamente e logisticamente lo sforzo bellico russo.
L'Ucraina sta contemporaneamente cercando nuovi sistemi di intercettazione contro i droni russi più veloci. Nelle ultime settimane il governo di Kyiv ha indicato la difesa aerea come una delle priorità assolute, chiedendo ulteriori sistemi e munizioni ai partner occidentali.
La Russia intensifica l'impiego di droni contro città e infrastrutture ucraine.
Due stazioni di servizio vengono colpite. Il bilancio riportato è di due morti e dodici feriti.
Droni ucraini raggiungono diverse regioni russe, con vittime a Tula e Kursk e nuovi attacchi al settore energetico.
Cosa aspettarsi adesso
Non emergono, al momento, segnali di un rallentamento della campagna di attacchi a distanza. Al contrario, entrambi i Paesi stanno investendo sempre di più in droni, intercettori e capacità di attacco in profondità.
Il settore energetico resta uno degli elementi da osservare con maggiore attenzione: gli attacchi alle raffinerie russe possono incidere sulla disponibilità di carburante e sulle entrate di Mosca, mentre la Russia continua a cercare di mettere sotto pressione le infrastrutture ucraine in vista dei mesi più freddi.










