L’analisi dell’Institute for the Study of War (ISW) del 17 settembre 2026 evidenzia una strategia russa che utilizza droni e operazioni ibride per esercitare pressione sui Paesi NATO. Queste azioni, definite di “fase zero”, mirano a creare condizioni favorevoli per future provocazioni. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha sottolineato come Mosca possa deviare i droni nello spazio aereo dell’Alleanza per punire i sostenitori dell’Ucraina.
Il rapporto dell’ISW si inserisce in un contesto di crescente allarme in Europa, dove le incursioni di droni e le interferenze elettroniche sono viste come strumenti di pressione strategica. Queste attività ibride sono parte di una strategia russa volta a destabilizzare i Paesi che supportano Kiev, portando a un’intensificazione della vigilanza e delle misure di sicurezza da parte dei Paesi membri della NATO.
Un media internazionale ha ripreso l’analisi dell’ISW, evidenziando il crescente allarme europeo per le attività russe. L’ISW continua a monitorare gli sviluppi, sottolineando che gli sconfinamenti dei droni rappresentano un elemento chiave della pressione russa. La comunità internazionale attende ulteriori risposte e misure da parte della NATO per contrastare queste provocazioni.
Approfondimenti
Queste dinamiche evidenziano come la strategia russa NATO sia un tema centrale nelle discussioni di sicurezza internazionale.
La “zona grigia” delle provocazioni
La strategia russa NATO si sviluppa principalmente attraverso azioni nella cosiddetta “zona grigia”, un’area di operazioni che non sfocia in un conflitto aperto ma che mette alla prova la prontezza e la coesione dell’Alleanza. Utilizzando droni, sabotaggi e sconfinamenti, Mosca cerca di testare la reazione della NATO, misurando la soglia di risposta degli articoli 4 e 5 del trattato. Queste azioni deliberate mirano a creare insicurezza tra i Paesi del fianco orientale, alimentando dubbi sulla capacità dell’Alleanza di rispondere in modo unito e deciso.
Risposta della NATO e misure di difesa
In risposta alla strategia russa NATO, l’Alleanza ha intensificato le sue misure di difesa, rafforzando la presenza militare sul fianco orientale. Operazioni come “Eastern Sentry” sono state implementate per migliorare la difesa aerea multilivello, combinando caccia, sistemi antidrone e sensori avanzati. Queste misure sono progettate per contrastare le incursioni e le violazioni dello spazio aereo, dimostrando la capacità della NATO di proteggere i suoi membri e mantenere la stabilità nella regione.
Implicazioni politiche e coesione dell’Alleanza
La strategia russa NATO non si limita a provocazioni militari, ma ha anche significative implicazioni politiche. L’obiettivo di Mosca sembra essere quello di indebolire la coesione tra NATO e Unione Europea, sfruttando episodi che, sebbene possano sembrare incidenti isolati, nel loro insieme rappresentano una pressione sistematica. Questo approccio mira a logorare la coesione politica dell’Alleanza, cercando di creare divisioni tra i suoi membri e testare la loro determinazione a rispondere collettivamente alle minacce.










