IN SINTESI
Organici, sicurezza e sovraffollamento: torna alta la tensione nelle carceri
Protesta a Potenza
2.000 assunzioni 2026-2028
65.661 detenuti
Organici insufficienti, sovraffollamento e condizioni di lavoro sempre più difficili. La tensione torna a salire nelle carceri italiane, dove nelle ultime settimane diverse organizzazioni della Polizia Penitenziaria hanno rilanciato la richiesta di interventi concreti.
Il 16 settembre l'USPP è sceso in piazza a Potenza denunciando le criticità degli istituti lucani. Ma il problema ha ormai una dimensione nazionale: dalle assegnazioni del personale alle aggressioni, fino all'edilizia penitenziaria e alla gestione dei detenuti con particolari problematiche, i sindacati chiedono risposte strutturali.
La protesta del 16 settembre a Potenza
La mobilitazione più recente si è svolta in piazza Mario Pagano a Potenza. A organizzarla è stata l'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, che ha denunciato quella che considera una situazione particolarmente critica negli istituti della Basilicata.
Le richieste riguardano il rafforzamento degli organici, il miglioramento delle condizioni di lavoro e il ripristino di adeguati livelli di sicurezza.
L'USPP ha inoltre richiamato l'attenzione sull'evasione avvenuta il 15 agosto dal carcere di Potenza, episodio che secondo il sindacato ha reso ancora più evidente la necessità di intervenire sull'organizzazione e sulla disponibilità del personale.
Il problema non riguarda soltanto la Basilicata
Nelle settimane precedenti analoghe denunce sono arrivate da numerosi territori. In Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, ad esempio, SAPPE, OSAPP, UIL PA Polizia Penitenziaria e USPP hanno contestato congiuntamente la situazione del distretto, richiamando sovraffollamento, organici insufficienti, aggressioni, straordinari e accorpamento dei posti di servizio.
Le organizzazioni hanno segnalato che dall'ultimo corso di formazione erano state destinate all'intero distretto soltanto 30 nuove unità, una quantità ritenuta non sufficiente nemmeno a compensare completamente pensionamenti, trasferimenti e altre cessazioni.
Il 17 settembre è arrivata inoltre la proclamazione dello stato di agitazione a Sulmona da parte di SiNAPPe, OSAPP, USPP e CISL, ancora una volta con la carenza di organico tra le ragioni principali della protesta.
Secondo il Ministero della Giustizia, al 31 agosto 2026 nei 189 istituti penitenziari italiani erano presenti 65.661 detenuti, mentre la capienza regolamentare risultava pari a 51.220 posti. In Basilicata erano presenti 494 detenuti a fronte di 365 posti regolamentari.
Le assunzioni programmate
Sul fronte del personale esiste già un programma legislativo di rafforzamento. La legge di bilancio per il 2026 ha autorizzato l'assunzione straordinaria di un massimo di 2.000 agenti di Polizia Penitenziaria, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali.
Per il contingente del 2026 la decorrenza non può essere anteriore al 1° dicembre. La stessa legge consente inoltre, nel triennio 2026-2028, il trattenimento in servizio volontario di un massimo di 150 appartenenti ai ruoli degli agenti e assistenti, sovrintendenti e ispettori, utilizzando le risorse assunzionali disponibili.
Per i sindacati, tuttavia, il punto non è soltanto il numero complessivo delle assunzioni annunciate. Occorre considerare le uscite dal Corpo, la distribuzione territoriale delle nuove unità e le esigenze degli istituti nei quali la presenza effettiva del personale è più distante dalla dotazione prevista.
L'organico previsto supera le 42 mila unità
La più recente ripartizione ufficiale del Ministero della Giustizia fissa a 42.150 unità l'organico complessivo del Corpo di Polizia Penitenziaria, considerando i diversi ruoli e le varie articolazioni dell'Amministrazione.
Negli istituti penitenziari la dotazione prevista per agenti-assistenti, sovrintendenti e ispettori ammonta a 37.384 unità. I sindacati contestano però da tempo la distanza tra le piante organiche teoriche e il personale effettivamente disponibile nei singoli istituti, anche per effetto di pensionamenti, trasferimenti, distacchi e assenze.
Aggressioni e detenuti con problematiche psichiatriche
Un altro fronte del confronto riguarda gli episodi di violenza contro il personale. SAPPE e OSAPP hanno più volte collegato alcune delle situazioni più difficili anche alla presenza negli istituti di detenuti con gravi problematiche psichiatriche o comportamentali.
Le organizzazioni chiedono strutture, percorsi sanitari e strumenti organizzativi adeguati, sostenendo che la sola presenza degli agenti non possa risolvere situazioni che richiedono anche interventi sanitari e specialistici.
Il tema va distinto dalla questione strettamente numerica degli organici, ma rappresenta uno dei fattori che incidono sulle condizioni operative e sulla sicurezza quotidiana negli istituti.
Il piano per l'edilizia penitenziaria
Parallelamente alle assunzioni prosegue il programma per l'edilizia penitenziaria, affidato al Commissario straordinario Marco Doglio, il cui incarico è attualmente previsto fino al 31 dicembre 2026.
Il piano nasce con l'obiettivo di intervenire sul sovraffollamento attraverso nuovi posti detentivi, ampliamenti, recupero di spazi esistenti e riqualificazione delle strutture.
La legge di bilancio 2026 ha inoltre ampliato il quadro degli interventi attribuiti al Commissario. Anche su questo fronte alcune organizzazioni sindacali hanno chiesto maggiore chiarezza sui cronoprogrammi delle opere e sui tempi effettivi con i quali i nuovi posti potranno diventare disponibili.
La partita ora è sui tempi
Il quadro è quindi più articolato rispetto alla sola richiesta di nuove assunzioni. Il Governo ha già autorizzato contingenti straordinari e dispone di un programma per aumentare la capacità degli istituti, mentre i sindacati chiedono che le misure producano effetti visibili in tempi più rapidi.
Al centro restano tre questioni strettamente collegate: numero e distribuzione degli agenti, sovraffollamento degli istituti e gestione delle situazioni più complesse.
Le manifestazioni e gli stati di agitazione delle ultime settimane mostrano che il confronto è destinato a proseguire. Il passaggio decisivo sarà verificare quanto le assunzioni programmate, insieme agli interventi strutturali, riusciranno a incidere concretamente sulla situazione dei singoli istituti.








