IN SINTESI
La tappa di Napoli del Patto
14 settembre
5 sigle
Stipendi • Previdenza • Tutele
Il percorso del Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini è arrivato anche sul territorio. Il 14 settembre 2026, presso la Sala Convegni dell'Hotel Gold Tower di Napoli, si è svolto l'incontro promosso dalle cinque organizzazioni sindacali NSC, SINAFI, USAMI Aeronautica, ITAMIL e SILMM.
Al centro del confronto sono state poste le principali questioni economiche, previdenziali e normative che, secondo le organizzazioni promotrici, richiedono interventi strutturali per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia a ordinamento militare.
Cinque organizzazioni, una piattaforma comune
Il Patto riunisce cinque realtà sindacali appartenenti alle diverse componenti del comparto militare: Nuovo Sindacato Carabinieri, SINAFI, USAMI Aeronautica, ITAMIL Esercito e SILMM Marina.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo dichiarato di portare avanti una piattaforma condivisa sulle principali questioni che riguardano il personale, superando la dimensione delle singole Forze Armate o dei singoli Corpi.
Il confronto di Napoli ha rappresentato la prosecuzione sul territorio di un percorso che, nelle settimane precedenti, aveva già attraversato la mobilitazione nazionale e il confronto istituzionale.
Specificità militare e risorse economiche
Uno dei temi centrali riguarda il riconoscimento della specificità del lavoro militare. Le organizzazioni chiedono che tale principio venga accompagnato da risorse strutturali e dedicate, distinguendo le somme destinate al recupero del potere d'acquisto da quelle necessarie a finanziare istituti collegati all'operatività e alle particolari condizioni d'impiego.
Nel corso dell'iniziativa è stato inoltre richiamato il tema degli arretrati stipendiali. Secondo la piattaforma del Patto, il ricorso a somme una tantum non produrrebbe gli stessi effetti economici e contributivi di incrementi stabilmente inseriti nella retribuzione.
La posizione espressa dalle cinque organizzazioni collega quindi la questione retributiva anche agli effetti previdenziali di lungo periodo: la struttura dello stipendio incide infatti sulla contribuzione e, di conseguenza, sul futuro trattamento pensionistico.
Previdenza: richiesta una soluzione strutturale
Un altro capitolo centrale della piattaforma riguarda la previdenza del personale militare.
Le cinque sigle chiedono l'attuazione di un sistema previdenziale integrato che tenga conto delle caratteristiche e dell'usura connesse alle attività operative. Nel documento presentato dalle organizzazioni viene inoltre richiamata la questione della previdenza complementare, rimasta per anni uno dei principali temi irrisolti del comparto.
La proposta avanzata dal Patto punta quindi a collegare previdenza complementare e strumenti compensativi specifici, attraverso un modello che, secondo i promotori, dovrebbe offrire maggiori garanzie al personale al termine della vita lavorativa.
Le quattro aree della piattaforma
Dalla manifestazione alla Camera, poi Napoli
Il confronto prosegue sui territori
La tappa partenopea non viene indicata dalle organizzazioni come un appuntamento isolato. Il progetto prevede infatti la prosecuzione delle iniziative territoriali, con l'obiettivo di mantenere aperto il confronto sulle proposte presentate alle Istituzioni.
La strategia scelta dalle cinque sigle è quella di affiancare al dialogo con Governo e Parlamento anche momenti di confronto sul territorio, coinvolgendo personale, cittadini e rappresentanti istituzionali.
La tappa di Napoli del 14 settembre si è regolarmente svolta. I resoconti pubblicati successivamente all'evento confermano che il confronto si è concentrato su risorse per la specificità militare, arretrati stipendiali, previdenza integrata e rafforzamento delle tutele legali e sindacali.
Le organizzazioni hanno inoltre confermato l'intenzione di proseguire nei prossimi mesi con ulteriori iniziative territoriali.









