IN SINTESI
Multe errate: cosa potrebbe cambiare
8 casi previsti
Annullamento d'ufficio
Non è ancora legge
Ricevere una multa palesemente sbagliata e dover comunque avviare un ricorso potrebbe presto diventare meno frequente. Tra le proposte contenute nel testo-base della revisione del Codice della Strada compare infatti una disciplina più precisa dell'autotutela, con una serie di situazioni nelle quali il verbale dovrebbe essere annullato e archiviato direttamente dall'amministrazione.
La novità è significativa, ma va chiarito subito un punto: non è ancora entrata in vigore e non comporta l'abolizione dei ricorsi contro le multe.
Le nuove regole fanno parte della revisione ancora in corso del Codice della Strada. Fino all'approvazione definitiva continuano a valere le norme attuali. Anche dopo l'eventuale entrata in vigore, l'annullamento d'ufficio riguarderebbe soltanto specifiche situazioni previste dalla legge.
La novità: l'amministrazione dovrebbe correggere da sola l'errore
L'autotutela non è una novità assoluta. Anche oggi una Pubblica Amministrazione può intervenire sui propri provvedimenti quando riconosce la presenza di determinati errori.
Il problema è che, nella pratica delle sanzioni stradali, questo meccanismo non sempre viene applicato in modo uniforme. Il cittadino può quindi trovarsi costretto a contestare un verbale anche quando l'errore appare evidente e può essere verificato direttamente dall'organo accertatore.
La revisione punta a superare questa situazione introducendo nel Codice una disciplina più precisa e prevedibile dell'archiviazione d'ufficio.
Gli otto casi di annullamento previsti
Secondo il testo-base riportato nell'ambito della consultazione sulla riforma, sono otto le principali situazioni nelle quali il verbale e le eventuali sanzioni accessorie dovrebbero essere annullati.
Il caso più delicato: la norma sbagliata
L'ottava ipotesi è anche quella che potrebbe richiedere le maggiori verifiche. L'errore può infatti dipendere dalle qualità o dai requisiti amministrativi del trasgressore o dell'obbligato in solido, oppure dalle caratteristiche tecniche o amministrative del veicolo.
In sostanza, se gli archivi e la documentazione in possesso dell'amministrazione dimostrano che quella determinata disposizione non poteva essere applicata al caso concreto, il verbale dovrebbe essere eliminato direttamente.
La riforma non darebbe quindi al cittadino un diritto generale a chiedere la cancellazione automatica di qualsiasi multa ritenuta ingiusta. L'archiviazione automatica riguarderebbe esclusivamente gli errori riconducibili ai casi espressamente previsti.
I ricorsi non scompaiono
Il titolo «addio ricorso» rischia quindi di creare un equivoco. Il nuovo meccanismo non eliminerebbe il diritto di contestare le sanzioni attraverso gli strumenti già previsti dall'ordinamento.
Quando la contestazione riguarda, per esempio, la ricostruzione dell'infrazione, la corretta rilevazione di una condotta o altre questioni che non rientrano nell'elenco dell'annullamento d'ufficio, resterebbero utilizzabili le normali procedure.
Perché la riforma punta sull'autotutela
L'obiettivo dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è quello di introdurre maggiori garanzie per i cittadini e procedure più semplici.
Tra le linee della revisione del Codice, il MIT ha indicato espressamente il potenziamento del ricorso al Prefetto e una disciplina più semplice dell'autotutela per consentire l'annullamento dei verbali errati.
Il principio è semplice: se l'amministrazione dispone già delle informazioni necessarie per riconoscere il proprio errore, dovrebbe poterlo correggere senza obbligare il cittadino a iniziare un procedimento contenzioso.
Il risultato potrebbe essere una riduzione dei ricorsi, dei tempi amministrativi e dei costi sostenuti sia dagli automobilisti sia dagli uffici pubblici.
La riforma è ancora in corso
Cosa deve fare oggi chi riceve una multa sbagliata
Fino all'entrata in vigore di eventuali nuove disposizioni, continua ad applicarsi il Codice della Strada vigente.
Chi riceve un verbale che ritiene errato non dovrebbe quindi considerarlo automaticamente annullato solo perché il caso rientrerebbe in una delle ipotesi contenute nella bozza.
La modifica allo studio riguarda il futuro sistema di autotutela. Oggi restano applicabili le regole vigenti, compresi i termini previsti per le contestazioni e per gli eventuali ricorsi.










