IN SINTESI
Cinque sigle portano le riforme alla Camera
Carabinieri
Guardia di Finanza
Forze Armate
Dalla piazza alla Camera dei Deputati, fino ai primi incontri sui territori. Il Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini prosegue il percorso unitario avviato da cinque organizzazioni sindacali del comparto militare per portare all'attenzione delle Istituzioni una piattaforma comune di riforme.
Nella Sala Stampa di Montecitorio, l'11 settembre, NSC Carabinieri, SINAFI Guardia di Finanza, USAMI Aeronautica, ITAMIL Esercito e SILMM Marina hanno illustrato il documento elaborato congiuntamente e già sottoposto all'attenzione del Governo e delle Istituzioni.
Una scelta che mette insieme realtà differenti, ma accomunate dalla volontà di intervenire su potere d'acquisto, specificità militare, previdenza, tutele sindacali e sicurezza del personale.
I cinque rappresentanti alla Camera
La composizione del tavolo ha restituito concretamente la natura interforze dell'iniziativa. Ogni organizzazione ha portato le esigenze e le specificità del proprio personale all'interno di un progetto comune.
Le cinque organizzazioni mantengono la propria autonomia e le rispettive specificità, ma il documento presentato alla Camera è il risultato di un lavoro congiunto e viene proposto alle Istituzioni come piattaforma unitaria.
Carpanese: il richiamo alla situazione economica dei Carabinieri
Nel suo intervento, Irene Carpanese ha richiamato con particolare forza la situazione economica di una parte dei Carabinieri appartenenti ai gradi iniziali.
NSC utilizza questo dato come esempio della difficoltà economica che, secondo il sindacato, interessa una parte del personale dell'Arma e come argomento a sostegno della richiesta di un intervento strutturale sulle retribuzioni.
L'intervento di Carpanese rappresenta però soltanto una componente del documento: il Patto nasce proprio con l'obiettivo di mettere insieme le esigenze provenienti da Carabinieri, Finanzieri e personale delle tre Forze Armate.
USAMI Aeronautica: il personale dell'Arma Azzurra nel Patto
Con il Segretario Generale Enzo Trevisiol, USAMI Aeronautica ha partecipato alla presentazione della piattaforma e al percorso che dalla manifestazione del 18 luglio ha portato prima alla definizione del documento e poi alla Camera dei Deputati.
L'organizzazione ha posto l'accento in particolare sulla necessità di distinguere le risorse destinate al recupero dell'inflazione da quelle necessarie a finanziare specificità, indennità, operatività e altri istituti propri del personale militare.
Nel documento comune trovano inoltre spazio previdenza, sicurezza sul lavoro e tutele sindacali, temi che USAMI porta nel Patto dal punto di vista specifico del personale dell'Aeronautica Militare.
SINAFI: la Guardia di Finanza nella piattaforma comune
Il SINAFI, rappresentato alla conferenza dal Segretario Generale Stefania Castricone, ha contribuito alla costruzione delle proposte riguardanti il personale delle Forze di Polizia a ordinamento militare e delle Forze Armate.
Nel proprio resoconto ufficiale, il sindacato ha richiamato in particolare la riforma del sistema negoziale e previdenziale, la sicurezza sul lavoro e l'agibilità sindacale, presentandole come parti dello stesso progetto elaborato con NSC, USAMI, ITAMIL e SILMM.
ITAMIL Esercito: specificità e riforma del sistema economico
Per l'Esercito Italiano ha partecipato ITAMIL, con il Presidente Sandro Frattalemi.
L'organizzazione sottolinea nella propria ricostruzione la necessità di separare le risorse destinate al recupero dell'inflazione e alla tutela dello stipendio da quelle dedicate a indennità, straordinari e istituti connessi alla specificità e all'operatività.
ITAMIL richiama inoltre la proposta di un sistema previdenziale integrato che tenga conto delle peculiarità delle carriere militari.
SILMM Marina: la componente della Marina Militare
Il SILMM, rappresentato dal Segretario Generale Valentina Di Prete, completa la componente delle Forze Armate all'interno del Patto.
La presenza della Marina consente alla piattaforma di includere anche le esigenze legate alle particolari condizioni operative e professionali del personale navale, mantenendo al centro i temi comuni della dignità economica, della previdenza, della sicurezza e delle libertà sindacali.
Carabinieri, Finanzieri, personale dell'Aeronautica, dell'Esercito e della Marina operano in contesti differenti, ma le organizzazioni firmatarie individuano problemi comuni che richiederebbero, secondo la loro proposta, interventi strutturali.
Il Patto punta quindi a presentare alle Istituzioni un fronte sindacale unitario su alcune materie considerate trasversali all'intero comparto militare.
I quattro pilastri delle proposte
Dalla manifestazione alla Camera
Il percorso unitario si è sviluppato nell'arco di diversi mesi. La mobilitazione del 18 luglio a Roma ha rappresentato il punto di partenza pubblico dell'iniziativa comune.
Il 1° settembre i rappresentanti delle cinque organizzazioni hanno formalmente sottoscritto il documento politico-tecnico di riforma, successivamente sottoposto all'attenzione del Governo e delle Istituzioni. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
L'11 settembre il documento è stato quindi presentato nella Sala Stampa della Camera dei Deputati. NSC conferma che le cinque sigle hanno illustrato insieme i contenuti della piattaforma. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
La successiva tappa di Napoli
Tre giorni dopo la conferenza alla Camera, il Patto ha fatto tappa a Napoli, presso l'Hotel Gold Tower, proseguendo il percorso avviato a Roma.
Durante l'incontro sono tornati al centro del confronto la richiesta di risorse strutturali per la specificità militare, arretrati stipendiali, previdenza integrata e rafforzamento delle tutele sindacali. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
La tappa partenopea è stata presentata dalle organizzazioni come il primo passaggio di un percorso territoriale destinato a proseguire anche in altre realtà del Paese.
Una proposta alle Istituzioni, non ancora una riforma approvata
È importante distinguere la piattaforma sindacale dai provvedimenti già vigenti. Il documento presentato dal Patto contiene proposte rivolte a Governo e Parlamento e non costituisce, allo stato attuale, una modifica normativa già approvata.
L'obiettivo delle cinque organizzazioni è ora proseguire il confronto istituzionale e territoriale affinché le questioni sollevate possano entrare nel dibattito sulle future scelte economiche, previdenziali e normative riguardanti il comparto.
Il dato politico-sindacale centrale dell'iniziativa è quindi l'unità di cinque organizzazioni appartenenti a realtà differenti: NSC per i Carabinieri, SINAFI per la Guardia di Finanza, USAMI per l'Aeronautica Militare, ITAMIL per l'Esercito e SILMM per la Marina Militare.









