IN SINTESI
L'Italia punta nuovamente alla guida della missione NATO
Candidatura 2027
NATO Mission Iraq
Precedente italiano 2022-2023
L'Italia punta a tornare alla guida della NATO Mission Iraq. La candidatura per assumere il comando della missione nel 2027 è stata resa nota dallo Stato Maggiore della Difesa dopo la partecipazione del generale Luciano Portolano alla Military Committee Conference svoltasi a Copenaghen.
La mossa conferma l'interesse italiano per il Fianco Sud della NATO e per un'area nella quale le Forze Armate italiane mantengono da anni una presenza significativa nell'ambito delle missioni internazionali.
Per Roma non sarebbe una prima volta: l'Italia ha già guidato NMI per oltre un anno, tra il maggio 2022 e il maggio 2023.
La candidatura italiana presentata nel quadro del Comitato Militare NATO
Lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che l'Italia si è candidata alla guida della NATO Mission Iraq nel 2027.
La decisione è emersa durante i lavori del Comitato Militare dell'Alleanza, al quale ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano.
Nel corso della conferenza i Capi di Stato Maggiore dei Paesi alleati hanno affrontato, tra gli altri temi, l'evoluzione della postura di deterrenza e difesa della NATO, il Fianco Est, i Balcani e le sfide provenienti dal Fianco Sud.
È proprio nel quadro del confronto sul Fianco Sud che è stato affrontato il dossier iracheno.
Secondo lo Stato Maggiore della Difesa, la presenza della NATO in Iraq continua a rappresentare un elemento importante per la sicurezza della regione mediorientale e la candidatura italiana si inserisce nella continuità dell'impegno nazionale nell'area.
La distinzione è importante: l'Italia si è candidata al comando della missione, ma non è stata ancora formalmente designata alla guida di NMI per il 2027.
Cos'è la NATO Mission Iraq
La NATO Mission Iraq è una missione non combattente di consulenza e capacity building, istituita nel 2018 su richiesta del Governo iracheno.
Il suo obiettivo è aiutare Baghdad a sviluppare istituzioni di sicurezza e Forze Armate più sostenibili, efficaci e autonome, in modo che l'Iraq possa rafforzare la propria stabilità interna, contrastare il terrorismo e prevenire un ritorno di ISIS/Daesh.
Nessun ruolo diretto nelle operazioni di combattimento
La natura della missione è un elemento essenziale per comprenderne il ruolo.
NMI non viene impiegata insieme alle Forze irachene durante le operazioni di combattimento e le sue attività vengono condotte con il consenso del Governo di Baghdad e nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iraq.
La NATO opera quindi soprattutto sul piano della consulenza istituzionale, dell'addestramento e dello sviluppo delle capacità, coordinandosi anche con gli altri attori internazionali presenti nella regione.
L'Italia ha già guidato la missione
L'Italia ha assunto per la prima volta il comando di NATO Mission Iraq il 10 maggio 2022, quando il generale Giovanni Maria Iannucci subentrò al tenente generale danese Michael Lollesgaard.
Iannucci rimase alla guida della missione fino al 24 maggio 2023, quando il comando passò al generale spagnolo José Antonio Agüero Martínez.
Durante quel periodo, la missione ha proseguito il lavoro di assistenza alle strutture della sicurezza irachena e il coordinamento con le autorità di Baghdad.
Iannucci è oggi il Comandante Operativo di Vertice Interforze, incarico dal quale coordina le operazioni delle Forze Armate italiane.
Chi guida oggi NATO Mission Iraq
Dal 19 maggio 2026 il comando della missione è affidato al tenente generale spagnolo Ramón Armada Vázquez.
Ha preso il posto del generale francese Christophe Hintzy, proseguendo una rotazione che dal 2018 ha visto alternarsi ufficiali generali provenienti da Canada, Danimarca, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Francia.
Nel 2026 la missione è stata trasferita temporaneamente a Napoli
La candidatura italiana arriva in una fase molto diversa rispetto al precedente comando del 2022-2023.
Nel marzo 2026, a causa dell'evoluzione della situazione di sicurezza regionale, la NATO ha infatti trasferito temporaneamente tutto il personale di NMI dal Medio Oriente in Europa.
La missione continua attualmente le proprie attività dal Joint Force Command Naples, in Italia.
Il trasferimento non ha comportato la chiusura della missione. La NATO ha mantenuto attivo il mandato di consulenza e assistenza, adattando temporaneamente la propria postura operativa.
Il Comando alleato ha inoltre indicato l'obiettivo di valutare il ritorno a una presenza militare non combattente in Iraq quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno.
Questo significa che l'eventuale comando italiano nel 2027 potrebbe svolgersi in un quadro operativo diverso da quello del precedente mandato, a seconda dell'evoluzione della sicurezza regionale e delle decisioni che la NATO assumerà sul ritorno del personale in Iraq.
Perché la candidatura ha un peso strategico
La candidatura alla guida di NMI si inserisce nel più ampio impegno italiano nel Mediterraneo allargato e nel Medio Oriente.
L'Iraq rimane un punto centrale per la sicurezza regionale, sia per il contrasto alle organizzazioni terroristiche sia per gli equilibri che coinvolgono Golfo Persico, Iran, Siria e più in generale il Fianco Sud dell'Alleanza.
Assumere la guida di una missione NATO significa inoltre ricoprire un ruolo di responsabilità nel coordinamento del personale militare e civile multinazionale e nei rapporti con le istituzioni irachene.
Per l'Italia rappresenterebbe quindi il ritorno a un incarico già ricoperto, questa volta in una fase nella quale la NATO sta contemporaneamente rivedendo la propria postura regionale.
Portolano e il confronto sul Fianco Sud
La candidatura è stata resa nota nel corso di una Military Committee Conference nella quale il generale Portolano ha partecipato al confronto con gli altri Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi alleati.
Lo Stato Maggiore della Difesa ha indicato tra i temi principali la necessità di monitorare le sfide provenienti dal Fianco Sud, parallelamente al rafforzamento della deterrenza sul Fianco Est e all'evoluzione della missione KFOR nei Balcani.
A margine della conferenza Portolano ha inoltre tenuto colloqui bilaterali con diversi omologhi alleati, tra cui rappresentanti di Belgio, Paesi Bassi, Lettonia, Canada, Regno Unito e Turchia, oltre al Deputy Chairman dei Joint Chiefs of Staff statunitense.
Al momento il dato ufficiale è la candidatura italiana per il 2027. La NATO non ha ancora comunicato la designazione dell'ufficiale che guiderà la missione nel prossimo ciclo né l'assegnazione definitiva dell'incarico all'Italia.
Un ritorno dopo quattro anni
Se la candidatura dovesse essere accolta, nel 2027 l'Italia tornerebbe alla guida della NATO Mission Iraq a circa quattro anni dalla conclusione del mandato del generale Iannucci.
Sarebbe un ritorno in un teatro nel quale le Forze Armate italiane hanno accumulato una lunga esperienza, sia attraverso la NATO sia nell'ambito delle altre operazioni internazionali condotte contro il terrorismo e a sostegno delle istituzioni irachene.
La candidatura conferma dunque la volontà italiana di mantenere un ruolo rilevante nella sicurezza del Fianco Sud dell'Alleanza. Il prossimo passaggio sarà capire se la NATO affiderà effettivamente all'Italia il comando di NMI nel 2027 e in quale configurazione operativa si troverà allora la missione.









