IN SINTESI
Le principali partite della Manovra 2027
Difesa
Irpef
Pensioni
Il cantiere della Manovra 2027 entra nel vivo e le prossime settimane saranno decisive per capire quali delle numerose misure allo studio troveranno effettivamente spazio nella legge di bilancio.
Tra i dossier più rilevanti per il personale del comparto Difesa e Sicurezza figurano l'aumento della spesa destinata alla sicurezza e alla Difesa, un possibile nuovo intervento sull'Irpef e il confronto sui requisiti pensionistici.
Al momento, tuttavia, è fondamentale distinguere tra misure già previste dalla normativa vigente e ipotesi che dovranno ancora essere finanziate, definite e approvate dal Parlamento.
Il percorso della Manovra 2027 entra nella fase decisiva
Il 23 settembre il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che la riduzione della pressione fiscale sul ceto medio resta una delle priorità sulle quali il Governo intende lavorare.
Il quadro della legge di bilancio, tuttavia, non è ancora definito. Il Documento programmatico di finanza pubblica dovrà aggiornare le previsioni macroeconomiche e i saldi di bilancio, incorporando progressivamente gli interventi che l'Esecutivo deciderà di finanziare.
Secondo il calendario della sessione di bilancio, entro il 15 ottobre dovrà essere inviato alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio, nel quale saranno indicati anche i principali contenuti finanziari della manovra.
Difesa: fino a 21-22 miliardi di maggiore flessibilità
Una delle partite più rilevanti riguarda la possibilità di utilizzare maggiore spazio fiscale per gli investimenti e le spese connesse alla sicurezza e alla Difesa.
Il Governo ha indicato una richiesta di flessibilità pari a circa 0,9% del PIL complessivo nel triennio 2026-2028 per gli interventi in materia di sicurezza e Difesa.
In valori nominali si tratta di uno spazio potenziale quantificato in circa 21-22 miliardi di euro.
La precisazione è importante: non si tratta di 21-22 miliardi già stanziati nella Manovra 2027 e neppure di una nuova spesa annuale di tale importo.
Si tratta dello spazio cumulato che il Governo intende utilizzare attraverso la clausola di salvaguardia prevista dalle regole europee, previa conclusione della relativa procedura con le istituzioni dell'Unione.
Il ministro Giorgetti aveva spiegato in Parlamento che le misure potranno riguardare sia spesa in conto capitale sia spesa corrente.
Per il comparto il punto da seguire sarà quindi come verranno concretamente distribuite le maggiori risorse destinate a sicurezza e Difesa: mezzi, sistemi tecnologici, infrastrutture e personale rappresentano voci diverse e non automaticamente intercambiabili.
Irpef al 33% fino a 60mila euro: l'ipotesi resta sul tavolo
Il secondo dossier riguarda il fisco.
Con la legge di bilancio 2026 l'aliquota Irpef applicata allo scaglione compreso tra 28.000 e 50.000 euro è stata ridotta dal 35% al 33%.
L'ipotesi per il 2027 è proseguire nella stessa direzione, estendendo lo scaglione del 33% fino a 60.000 euro.
Il progetto prevede di applicare l'aliquota del 33% anche alla quota di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, oggi soggetta all'aliquota superiore.
Le stime circolate indicano un costo nell'ordine dei 3 miliardi di euro e un beneficio teorico che può arrivare fino a circa 1.000 euro annui per chi sfrutta interamente la nuova fascia.
La misura potrebbe quindi interessare anche una parte del personale delle Forze Armate e delle Forze di polizia con redditi imponibili superiori ai 50.000 euro.
Il beneficio effettivo dipenderebbe però dal reddito individuale, dalle detrazioni applicabili e soprattutto dalla formulazione definitiva della norma.
L'estensione a 60.000 euro non è ancora approvata: Giorgetti ha confermato l'obiettivo di proseguire nel taglio delle imposte sul ceto medio, ma coperture e configurazione definitiva dovranno essere stabilite con la manovra.
Pensioni: cosa è già legge e cosa potrebbe cambiare
Sul capitolo previdenziale il dibattito è particolarmente delicato perché alcune modifiche sono già state introdotte dalla legge di bilancio 2026.
Dal 1° gennaio 2027 i requisiti pensionistici del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico aumenteranno di un mese in conseguenza dell'adeguamento alla speranza di vita.
Dal 2028 l'incremento complessivo raggiungerà invece tre mesi rispetto ai requisiti previsti per il biennio 2025-2026.
È su questo quadro che si inserisce il confronto politico sulla Manovra 2027.
Tra le ipotesi discusse figura infatti la possibilità di sterilizzare almeno in parte l'aumento collegato alla speranza di vita.
Nel dibattito generale sulla previdenza continua inoltre a essere richiamata la cosiddetta Quota 41, ossia un possibile canale di pensionamento basato sull'anzianità contributiva indipendentemente dall'età anagrafica.
Al momento, però, né il congelamento dell'incremento né una nuova Quota 41 rappresentano misure definitivamente approvate per il 2027. Per il personale in divisa continuano quindi a valere le regole specifiche già previste dalla legislazione vigente.
Per Difesa e Sicurezza il tema non è soltanto la spesa militare
Il confronto sulla manovra assume un significato particolare per il personale del comparto perché l'aumento delle risorse destinate alla Difesa non coincide automaticamente con un aumento delle risorse per stipendi, indennità o previdenza.
Negli ultimi mesi diverse rappresentanze sindacali del comparto hanno richiamato il Governo sulla necessità di destinare risorse strutturali alla specificità professionale, alla previdenza e al recupero del potere d'acquisto.
Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento della previdenza dedicata, maggiori risorse per le indennità connesse alla specificità e misure fiscali capaci di incidere concretamente sulle retribuzioni del personale.
Le prossime settimane saranno decisive
Il quadro della Manovra 2027 è quindi ancora in costruzione.
Una parte delle regole, come l'aumento dei requisiti pensionistici dal prossimo gennaio, è già scritta. Altre misure, come l'estensione dell'Irpef al 33% fino a 60.000 euro o l'eventuale intervento sull'adeguamento pensionistico, devono ancora superare il passaggio delle coperture e della decisione politica.
Sul fronte della Difesa, invece, sarà determinante l'esito della procedura europea sulla maggiore flessibilità richiesta dall'Italia e, successivamente, la scelta concreta delle spese da finanziare.
Per il personale di Forze Armate, Forze di polizia e Vigili del fuoco, la vera partita sarà quindi capire quanta parte delle risorse disponibili sarà destinata non soltanto agli investimenti militari, ma anche a retribuzioni, previdenza, condizioni di impiego e riconoscimento della specificità del comparto.








